"heavy as Hell!" - Steve Austin (Today Is The Day)

"Neurosis meets Tool" - David Lenci (producer - Shellac, Uzeda, June Of 44)

"LMTJ are not to be listened to, they are to be EXPERIENCED" - noizeitalia.com

"un absolute revelation" - dageisha.com

"one of the five italian bands to check absolutely out" - taxi-driver.it

"[these] guys have a massive sound!" - downtune despondency

"Explosions, search of new solutions, emotionality and sonic hypnosis are the basis of Last Minute To Jaffna's music" - troublezine.it

"darkness, heaviness, metal, indie rock, stoner... that's all about Last Minute To Jaffna [...] intricate riffs, odd tempos and monolithic (long) atmospheres surrounded by awesome growls" - firealive.com

"a black vortex of contrasting emotions" - noizeitalia.com

"[they're] between Sunn-O)))'s slow, distorted and full of feedback sound, and Isis' or Neurosis' distrubed and alienating parts, added with furious moments coming from Breach or Converge" - eutk.net

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Live Reviews
Nov 15th 2008 @ Ekidna, Carpi - Audiodrome.it
Nov 9th 2007 @ Taurus, Ciriè - Dagheisha.com
Jun 22nd 2007 @ Taurus, Ciriè - Audiodrome.it
Jun 22nd 2007 @ Taurus, Ciriè - Dagheisha.com
Apr 14th 2007 @ Cinema Vekkio, Corneliano d'Alba - Agendarock
Dec 27th 2006 @ Traffic, Roma - Upside Down
Dec 27th 2006 @ Traffic, Roma - NerdsAttack.it
Sep 15th 2006 @ Contrast, Konstanz (D) - PitFire.net
Mar 16th 2006 @ Traffic, Roma - NerdsAttack.it
Jan 24th 2006 @ Soundfactory, Torino - NoizeItalia.com

Neurosounds vol. 1: Stones From The Sky Reviews
Review by Six Feet Over/Under
Review by Dagheisha.com
Review by Taxi-Driver.it
Review by NoizeItalia.com
Triple review by Audiodrome.it

Misc
Interview - Noize Italia
Interview - Metal Italia
Interview - Neuroprison
Gig Presentation - Zero81
Interview - Shapeless.it
Interview - Firealive.com
Interview - Noizeitalia.com
Learning Curve: Last Minute To Jaffna - Dageisha.com
Interview - Downtune Despondency


CONTRITE + LAST MINUTE TO JAFFNA + NED - TORINO 24/01/06 @ SoundFactory

HARDCORE NEVER DIE
È quello che pensavo durante il live set dei Contrite,e non solo perché l'HC è sempre fuori e sopra le mode, riuscendo così a non vacillare o perdere credibilità come sta accadendo per il metal, ma perché è sempre genuino in tutte le sue forme: che sia old school, che sia noise, emo, o pervaso di elettronica, suona sempre genuino e mai di progetto artefatto. Ma soprattutto perché è in grado di unire in tempo zero quattro ragazzi in una cantina con una voglia pazzesca di fare bordello e spaccare il culo al mondo. Ecco perché non morirà mai, ecco perché morto un gruppo ce ne sono già tre che stanno per abbandonare i garage e violare CSO o qualunque posto gli permetta di collegare un jack all'ampli. Ed è proprio quello che è accaduto stasera: concerto d'addio dei Contrite e ulteriore occasione per il sottoscritto di apprezzare i LMTJ.

Sarò sincero, il nome Contrite non mi diceva niente, ma non le facce dei suoi componenti, incrociate spesso e volentieri sotto molti palchi ed altrettanti locali torinesi. Dopo tre anni insieme decidono di mollare facendolo nel modo migliore, tra amici caldi e commossi. Il loro è hc classico, furioso, immediato e dal grande impatto. Basso chitarra batteria e un singer che sputa veleno, trascinando e coinvolgendo i presenti

Alcune cover, molti pezzi propri, poche cappelle e tanta andrenalina, pathos crescente fino all' abbraccio finale in cui i tre in piedi rovinano su batteria e batterista. Saluto teatrale e addio…..anche se non ci spero. Stasera infatti hanno dimostrato che la voglia di stare insieme è ancora tanta, come le cose che hanno da dare ed insegnare.

Qualche minuto di attesa e i LMTJ sono pronti, ma non i presenti a quanto pare, tecnico del suono compreso, che sale e scende dal palco per spostare microfoni e ampli....forse sono l'unico a sapere che, in realtà, i LMTJ hanno già iniziato e che quei suoni prolungati, i fischi e le distorsioni non sono dovuti a collegamenti difettosi o alla preparazione e accordatura degli strumenti, ma è l' intro cheto e piacevolmente fastidioso di un qualcosa che ci sta per colpire, come l'onda d' urto che precede un' esplosione o il ritiro delle acque prima di uno tsunami: chi lo sa si prepara, tutti gli altri saranno spazzati via senza nemmeno il tempo di chiedersi un "che cazzo sta succedendo!".

Ora lo so e non mi fottono più, rido degli incosapevoli e mi preparo spostando il baricentro in avanti e spalancando i timpani. Però un momento, non fraintendetemi: non aspettatevi il solito intro claustrofobico che sfocia poi in un attacco furioso e iperveloce, perchè qui di velocità ce n' è ben poca, e tanto meglio. E' sempre difficile descrivere suoni e sensazioni, a maggior ragione in questo caso, in cui la forma canzone è stravolta, o meglio, non esiste. Giusto per farvi capire, potrei inserirli come giusta via di mezzo tra i "commerciali" Cult of Luna e gli estremi Sunn))), anche se nel precedente live mi ricordarono parecchio Fantomas e Dillinger Escape Plane, vuoi anche per il folletto, oggi assente, addetto al tastierino Bontempi che tanto richiamava gli epilettici attacchi pattoniani. Oppure potrei citare i "tecnicismi" del caprino chitarrista che, accordatore digitale sott'occhio, cala e alza di tono un po' tutte le corde a disposizione, mentre il basso picchia e rulleggia, l' altra chitarra spacca, il batterista colpisce le pelli a random, il singer va di growl e il mio neurone superstite va del culo.

Ma in fondo basterebbe dire che i LMTJ non sono da ascoltare, sono da PROVARE come ESPERIENZA ma occhio: prendeteli solo a piccole dosi, ogni tanto, come uno stupefacente particolarmente buono o la donna del vicino particolarmente bbona...ogni tanto, quando capita, giusto per non incappare in spiacevoli controindicazioni.

Menzione ad honorem x i francesi Ned che attaccheranno poco dopo. Ho giusto il tempo di scambiare due chiacchiere con uno di loro, barattare i reciproci stickers e fuggire a casa, col cervello piacevolmente in pappa.

Passoborgo, www.noizeitalia.com


The Orange Man Theory @ Traffic - La teoria dell’uomo arancione all’alba del nuovo suono

Roma, 16/marzo/2006
Più ci si avvicina ai trenta e più è difficile trovare gente della propria età ai concerti.
L’assioma si fa ancora più spietato e implacabile nell’ambito delle serate più propriamente hardcore. Un po’ perchè col tempo tutte le proprie band preferite o quelle di cui si era amici si sciolgono, un po’ per il fatto che, alla lunga, resistere sino agli orari paurosi a cui i gruppi finiscono puntualmente di suonare rende il risveglio davvero sempre più impietoso, anche a chi, volendo comincia poi a lavorare con i turni pomeridiani.
Ora non sappiamo quale sia il motivo che, anche questa volta, ha contribuito a far rientrare in pieno nella media delle due ore di ritardo-standard l’inizio del concerto, lo spessore delle band coinvolte però, ci ha convinto ad aspettare comunque fino alla fine. Ci tenevamo particolarmente infatti a testare la tenuta dal vivo degli At The Soundawn, i cui nuovi pezzi, ancora in fase di post produzione, rappresentano probabilmente il meglio di quello che si possa ascoltare al momento in Italia in ambito neuro-core Is(is)terico, specie dopo lo scioglimento dei Dhmnz.
Prima di loro però eravamo curiosi di ascoltare anche i Last Minute To Jaffna da Torino, sestetto di cui prima avevamo giusto letto pochissimo online. Va detto che nonostante alcuni parti di batteria poco fluide, che almeno inizialmente, hanno reso meno ipnotiche le soluzioni davvero accurate delle chitarre, i nostri nel corso del set sono riusciti a far quadrare un carico di ossessività notevole…facendoci immaginare solo lontanamente quella che può essere, dal vivo, la resa devastante con questo tipo di suoni di formazioni come i Cult Of Luna, gruppo realmente enorme che purtroppo non siamo ancora riusciti a vedere dal vivo, ma di cui questi torinesi possono tranquillamente proclamarsene gli ambasciatori. Basta che il bassista ridimensioni le sue velleità da vocalist.
I Cult Of Luna sono anche uno dei riferimenti principali degli At The Soundawn, ma paragonarli solo ad un gruppo sarebbe davvero riduttivo. Ancora più che su disco i nostri riescono a spaziare su un magma sonoro sterminato, limitando le parti monolitiche che invece hanno caratterizzato il set dei Last Minute To Jaffna e dando sempre la sensazione di saper poi dilatare emotivamente ogni muro sonoro impetuoso che le due chitarre tessono & si scambiano di continuo. Siamo sicuri che non appena riprenderanno a suonare dal vivo stabilmente diverranno una macchina da guerra implacabile. Proprio grazie ad una moltitudine di concerti ravvicinati gli Orange Man Theory invece ormai sono diventati molto semplicemente perfetti. In pochi minuti prendono in pugno tutti i presenti e li agitano in qualunque direzione il loro versatilissimo suono li porti. Se almeno ai tempi della loro prima formazione il paragone con i Today Is The Day era molto più calzante, con i mesi i nostri hanno reso sempre più dinamica la loro proposta potendosi realmente vantare ora di fare, senza paura di essere smentiti, puro metal-rock’n roll con tutte le migliaia di implicazioni che ciò implica. Pure il medley di 20 minuti con alcuni dei più celebri pezzi dei Metallica che hanno eseguito nel finale. Gianni candidamente ha ammesso che erano dieci anni che voleva togliersi lo sfizio…
La prossima volta vai con Elvis. Al momento solo loro potrebbero permettersi una cosa del genere.

Federico Vignali, www.nerdsattack.it


Interview with Last Minute To Jaffna

1. Thanks for the exchange of words Last Minute To Jaffna. Let's start with an introduction and basic run down of the band.
Hi everybody. Last Minute To Jaffna is a classic five-piece band born one year ago. At the beginning we were six, but the guy playing sequencer soon relocated in Poland. We had some gigs all around Italy, and a few weeks ago we released our first DIY promo EP.

2. Describe your sound and vibe for the readers. Any genres you'd place yourselves under?
It's not easy at all to describe a sound using just words. Let's say we put a bit of our several influences in it, these to be the great 70s rock, movie soundtracks, minimal electro or some kind of metal. You know, all of these genres can be found in the most evolved forms of post hardcore, so we'd place ourselves under the "Apocalyptic Post Hardcore" file.

3. Man let me just say you guys have a massive sound! Let's discuss your top 3 band influences listed on your profile, which are clearly present in your own individual style, Neurosis, Pelican and Sunn-O))). How do you feel each band inspires your work?
First of all, I'd say those bands are certainly great sources of inspiration for us, but they're not the main.. Anyway, to answer your question, let's say we love Pelican's monolithic riffs, we love Neurosis' mystical approach and we love Sunn-O)))'s wall of sound. But nevertheless we love tons of other bands, such as Botch, Fantomas, Will Haven, Tool, Isis, Converge, Melvins, Everytime I Die, Nine Inch Nails, Eyehategod, Soundgarden, Breach, Kyuss and many more.

4. Any releases available or in the making? Where can we locate your tunes?
As I said before, we just put out our first two tracks promo EP, available for free on our site www.lastminutetojaffna.com . Then we have been selected to take part at the "Desert Sounds vol. 2" compilation made by Perkele.it, Italy's main webzine for stoner/psych/doom. The compilation will be out soon. Since our sound is developing fast, I think we'll enter the studio during the summer to record some of the new tracks.

5. What's the meaning behind the band title Last Minute To Jaffna and why was it chosen to represent your band?
Jaffna is (or should I say was) a little island in front of the city of Jaffna, in Sri Lanka. Both the island and the city were completely destroyed during the terrible tsunami in 2004. You can give any meaning to our name, imagining the last minute before the tsunami hits the city or a last minute flight to it, or even something else. We don't want to lack respect to the victims of such a tragedy, our name is just about the strength of nature and the depths of the sea.

6. What inspires you guys outside of music? Any particular themes or issues?
All of us love photography (we're photoaholics!), cinema, and graphics. You know, three of us are into graphics, so there are always big discussions on the artwork of the CDs, on the graphics for our website and merchandise, on the lights to be used on stage and so on.

7. How about the lyrics? Who's in charge and do you tend to base your words upon any one thing in particular?
The lyrics are written by our singer, Valerio. They are mainly inspired by the music themes, so you can search any kind of meaning or just the reflection of the sounds we're playing. So, in them you can find landscapes descriptions as metaphors of describing feelings as the depth of the human self-conscience... They just want to transmit emotions. Anyway, you should ask Valerio directly.

8. How's the scene in Italy? Are you playing many shows and if so what's the following like for your style of music?
You hit a painful nerve. In Italy there are lots of good bands, but it's extremely hard to get gigs. Too often the guys of the venues are not professional at all, sometimes they cancel the gigs without any reason, or give you less money than how much were agreed and so on. Fortunately there are some exceptions, but the main level of the venues dosn't allow the scene to grow and develop. About the style and the genres, right now the mainstream genres are pop-punk and emo/metalcore, but our genre is well represented by bands such as Ufomammut, At The Soundawn, Dead Elephant, Ornaments and many others. We are friends with a lot of our bands, so we play quite often; we're just back from a mini tour in southern Italy, and in the next weeks we'll have some more gigs.

9. Any plans to tour abroad?
We'd love to tour Europe, but we first decided to tour Italy and put out our EP, in order to collect a relevant press coverage. We want to make a step at a time. Let's say next year we'll try to set up some gigs abroad.

10. How have you found Myspace in terms of networking amongst other bands and also fans? Has it been a helpful tool?
MySpace is *the* thing you have to work with if you wanna make music. In two or three years it completely revolutionized the way to get in contact with bands and fans, making it easier to get in contact with anyone. On MySpace we found tons of cool bands, tons of people interested in our music, labels, agencies, zines (as Dowuntune Despondency hahaha) and so on.

11. What your plans for the next 12 months? What can we look out for?
Uhmm.. it sounds like a wish list. Let's say we'd like to record some other tracks and possibly find a label interested in them. Then touring all around Europe. Pretty cool, huh?

12. Plug any websites relevant to Last Minute To Jaffna.
I'd say our website www.lastminutetojaffna.com and our MySpace profile http://www.myspace.com/lastminutetojaffna . Here you'll find all our news, mp3s, reviews, interviews, pictures and so on.

13. The last words are yours
Thank you Kitty for giving us space on Downtune Despondency. And thanks to all the people who read it here :)
Check our profile and tell us what you think!

Kitty, myspace.com/downtunedespondency


LAST MINUTE TO JAFFNA - Promo 2006

Last Minute to Jaffna. Già a partire dal moniker si potrebbero spendere mille parole e intavolare altrettanti ragionanmenti (a voi la scelta sul significato da attribuire.. in attesa di parlarne direttamente con la band!) ma deve essere la musica a parlare! Perchè questo Promo 2006, interamente scaricabile dal sito ufficiale, è tutto da ascoltare, anzi da "subire"...

Quello che otteniamo ascoltando i due lunghi pezzi di questo promo di debutto della band torinese è un vortice nero di emozioni contrapposte: a fraseggi strumentali intensi e dilatati seguono schegge di violenza laceranti e viceversa... un vortice nero che porta alla mente gli immensi Breach quanto gli Isis, e se amate le band sopracitate potete anche cliccare sul link della band per scaricare gli mp3 e abbandonare la lettura della recensione, non ve ne pentirete. Vedremo se in fututo i LMTJ riusciranno a tenere alta la qualità della loro proposta per la durata di un intero album, per ora godiamoci questa prova e non poniamoci ulteriori domande!

Ultima nota per la resa dell'home recording. E se aggiungiamo a questa prova quella dei Sown e dei Fuzz Fuzz Machine in molti si dovranno ricredere sulla necessità di investire vagonate di euro per ottenere dei buoni suoni per il proprio album!

Head, noizeitalia.com


LAST MINUTE TO JAFFNA

Due tracce soltanto ma bastano e avanzano per spendere ottime parole su questa band sputata fuori dalla periferia torinese dall'incontro/scontro di membri appartenenti a realtà hardcore più o meno di nome (A Sight For Sore Eyes, L'Oscura Striscia Nera). Due canzoni che si ergono possenti entrambe oltre i dieci minuti in un cavalcare immondo tra sonorità postcore e agenti psichedelici. Un'esperienza sonora estrema che mette duramente alla prova l'ascoltatore fino ad estraniarlo completamente da quello che lo circonda e dal ricordo, quanto mai lontano e assurdo, di una melodia o un filo conduttore che renda meno ostica la struttura dei brani. Struttura che al contrario si rivela quanto mai complessa e ricercata ricordando in parte le evoluzioni estreme dei Sunn-O))) che tanto stanno incontrando i favori di chi non si accontenta di meri capricci esistenziali e preclusioni ridondanti. Una rivelazione assoluta che attendiamo presto alla prova dell full lenght.

Divine, dageisha.com


Learning Curve: Last Minute To Jaffna

Bastano le due tracce del promo di debutto dei piemontesi per comprendere aldilà di ogni ragionevole dubbio che ci troviamo di fronte ad un'assoluta rivelazione in termini di postcore internazionale. Poco più di venti minuti che scorrono via come il sangue dalle vene sgorga a fiotti da una ferita profonda, taglio esistenziale e marcio quadro/disegno del disagio di periferia. Nati dall'unione di membri appartenenti a realtà underground come A Sight For Sore Eyes, Replica, Rebels Of The Neon God, GPL e L'Oscura Striscia Nera, i Last Minute To Jaffna accumulano col passare dei mesi il desiderio di una svolta decisa in termini hardcore e influenze 'attive' che vanno dai Cult Of Luna ai Sunn-O))). Delirio postcore al quale difficilmente potrete sottrarvi.

dageisha.com


LAST MINUTE TO JAFFNA - Promo 2006

I Last Minute To Jaffna sono una band torinese che debutta con questo “Promo 2006”, disco di due tracce sole, entrambe scaricabili dal sito ufficiale della band.
Nei 24 minuti circa del disco la band ci propone un sound che sta a metà tra quello di bands come Sunn-o))), per via del sound rallentato, distorto e pieno di feedback, e bands come Isis o Neurosis, con le loro lunghe parti “alienante”, disturbate, magari fatte di arpeggi snervanti, condite ogni tanto di sfuriate alla Converge o Breach.
“Dawn” ha un inizio che è pura angoscia, con il singer che dilania le proprie corde vocali fino ad arrivare ad un arpeggio malinconico, minimale, ricco di pathos, ipnotico, prima dell’esplosione che pur tuttavia non è repentina ma progressiva. La successiva “Heating The Blood” gioca grosso modo con gli stessi elementi, pur se variegandoli un poco.
Le due tracce durano all’incirca lo stesso e la band quindi trova spazio per esprimersi in lungo e in largo, anche se la sensazione è che possano fare molto di più, che possano spingersi ancora più nei meandri della psiche umana, degli stati alterati di coscienza. Attendiamo fiduciosi.

6.5/10
Luigi 'Gino' Schettino, eutk.net


Last Minute To Jaffna "Promo 2006"

Oscurità, pesantezza, metallo, indie rock, stoner...questo è ciò che concerne lo stile dei Last Minute To Jaffna: una band di pazzoidi capaci di sviluppare, con qualità tecniche eccellenti alquanto inaspettate (da gruppi del circuito indipendente), un sound assolutamente personale e facilmente riconoscibile anche al primo ascolto. Riffs intricati e ritmiche studiate meticolosamente contribuiscono a creare lunghe e monolitiche atmosfere che vengono a loro volta esasperate dall'incredibile growling del cantante. Non a caso, tanto per farvi capire meglio che cosa suonano i nostri, il paragone con Neurosis e Melvins mi sembra assolutamente azzeccato; bands alle quali poi dovete addizionare metal e una buona dose di malinconia. Si questa è l'esatta e coerente evoluzione delle canzoni targate Last Minute To Jaffna: i nuovi Isis, tutti tricolore. Eccellente.

9.5/10
Walter, firealive.com


Last Minute To Jaffna "Promo 2006"

Darkness, heaviness, metal, indie rock, stoner...that's all about Last Minute To Jaffna, they're monsters in playing each instrument, they're crazy they're keeping out each style developing a sound definetly of their own. Iintricately riffs, odd tempos and monolithic (long) atmospheres surrounded by awesome growls. A comparisons to Neurosis and the Melvins make sense, and songs are just composed in a coherent evolution with unexpected musical abilities sounding epic. This Italian guys play depressing heavyness, music that has anything to do with today's trend. The Italian face of Isis. Excellent.

9.5/10
Walter, firealive.com


Intervista

Ciao ragazzi! Per prima cosa raccontateci come nascono i Jaffna! Sappiamo che provenite tutti da diverse esperienze, raccontateci tutto: dove, come , quando & perchè :)
Mah, a dire il vero il perchè di tutto ciò è oscuro anche a noi. Sta di fatto che un anno e qualche mese fa io (Dano, chitarra) e Marco (l'altro chitarrista del gruppo) ci siamo conosciuti nel modo più squallido possibile, tramite un annuncio su internet. Ci siamo incontrati, abbiamo cominciato a provare assieme e da cosa è nata cosa; piano piano si sono aggiunti tutti gli altri membri e ad Aprile 2005 il progetto Last Minute To Jaffna è ufficialmente partito. In questo anno di vita ci sono stati alcuni cambi di line up, abbiamo cambiato batterista e bassista mentre il ragazzo che si occupava di campionatore e synth se n'è andato in Polonia per l'Erasmus (e a breve dovrebbe ritornare), però devo dire che lo spirito del gruppo non ne ha risentito, è sempre rimasto quello.

Come nascono le canzoni dei Last Minute to Jaffna e com'è stata l'esperienza di home recording (pregi, difetti, difficoltà ecc...)?
Le canzoni nascono principalmente da lunghe ed estenuanti jam sessions nella nostra sala prove. Si suona, si improvvisa, e di ciò che esce teniamo le parti che ci piacciono, usandole come base per sviluppare i pezzi veri e propri. I pezzi che hai sentito sul nostro promo sono nati così, da riff molto semplici che sono poi stati sviluppati e uniti tra di loro.
Riguardo all'home recording, è stata una scelta da una parte legata alle disponibilità economiche del gruppo (molto vicine allo zero), e dall'altra legata alla nostra volontà di avere il maggior controllo possibile sui suoni. Volevamo che i pezzi suonassero in un certo modo, che avessero un loro chiaro marchio di fabbrica, e siccome sono anni che io smanetto su pc e mixer abbiamo deciso di registrare tutto da noi, facendo le riprese di batteria e voce in sala prove e tutto il resto a casa.
Il pregio principale (oltre all'indubbio risparmio) è che facendo tutto a casa non hai la fretta di finire, puoi metterti a lavorare in tutta tranquillità prendendoti il tempo necessario per trovare quel tipo di suono che cerchi. Che siano le sei di sera o le quattro del mattino, ti metti lì con le cuffie e aggiusti tutto quanto. Non è cosa da poco, se avessimo registrato in uno studio tutto questo non sarebbe stato possibile: quando hai poche disponibilità economiche non puoi permetterti di sperimentare diverse soluzioni e fare dei suoni più di tanto ricercati. Senza contare che spesso se fai un genere 'estremo' come il nostro è difficile trovare un fonico che lo conosca e lo sappia valorizzare al meglio. Per dire, in Italia è raro sentire dei cd (e ancor più delle autoproduzioni come la nostra) che abbiano le chitarre in avanti rispetto agli altri strumenti nel mix. Questa soluzione invece è piuttosto diffusa tra le produzioni di un certo tipo: in un sacco di dischi, uno su tutti The Beyond dei Cult Of Luna, le chitarre sono più avanti rispetto agli altri strumenti, e la differenza in termini di botta si sente.
Dopodichè poi per quanto il tuo computer sia potente e i software che usi siano fighi, un cd fatto in casa difficilmente suonerà come uno prodotto in uno studio serio, dove al posto dei plugin si usano effetti veri.. Però alla fine siamo soddisfatti di quello che è uscito, senza falsa modestia posso dire che il nostro cd suona meglio di molti altri per i quali sono state spese centinaia di euro. Chiaramante se in futuro ci dovessimo trovare a dover registrare seriamente (cosa che spero avvenga in autunno) credo che almeno per quanto riguarda il mixaggio e il mastering ci affideremmo a uno studio 'vero'.

Il vostro moniker si presta a tante interpretazioni: qual'è quella "originale"(se c'è!)?
Guarda, il significato "originale" è questo: Jaffna è una città dello Sri Lanka che è stata spazzata via dallo tsunami del Natale 2004. L'idea era di avere un nome che evocasse l'apocalisse.. Il 'Last Minute To Jaffna' ce lo immaginavamo quindi come la vacanza last minute di uno tutto felice che riesce ad andare a passare il Natale ai tropici, e invece.. Qui vogliamo lasciare libertà di scegliere tra due possibili finali: o l'aereo del malcapitato non riesce ad atterrare perchè l'onda si è mangiata tutto, aeroporto compreso, oppure l'aereo atterra in un paesaggio da sogno, il nostro amico scende dalla scaletta e sorride pensando a sole mare e belle fiche, e in quel mentre arriva l'onda e se lo porta via. Sì, è un po' malata come idea, ma è anche molto ironica.. e l'(auto)ironia è da sempre stata una delle nostre linee guida: preferiamo ridere piuttosto che lagnarci di come va il mondo. Detto questo, siamo aperti a qualsiasi altra interpretazione possibile, ognuno è liberissimo di immaginarsi quel che vuole. Il nome ci piace anche per questo :)

Come sono i vostri live? La domanda nasce spontanea perchè non sembra molto "agevole" ricreare tutta l'atmosfera del disco dal vivo!
Sicuramente il modo migliore per capirlo sarebbe vederci dal vivo, ma dovendotelo dire in due parole direi che i nostri live sono molto intensi. Suonare brani da dieci minuti e passa l'uno senza intensità sarebbe una rottura di palle incredibile, tanto per noi che suoniamo quanto per chi viene a vederci, quindi ci impegnamo al massimo per rendere dal vivo le emozioni che i nostri pezzi cercano di suscitare. Da un lato facciamo di tutto perchè risalti la componente fisica del concerto che per noi è irrinunciabile (in questo senso siamo molto legati all'hardcore), dall'altro cerchiamo di ricreare una certa atmosfera, non a caso quando suoniamo ci portiamo dietro fondale e lucine. Il nostro suono ha diverse sfaccettature, e ognuno ne vede prevalere una sulle altre: c'è chi ci ha definiti granitici, chi vede prevalere la componente psichedelica e chi quella ossessiva, c'è chi ci ha addirittura definito emo (in senso lato ovviamente).. Probabilmente la verità sta nel mezzo. Non pretendiamo certo di fare degli show sconvolgenti, però senza timore di sembrare presuntuoso posso dire che difficilmente chi viene a vederci rimane indifferente.

Sappiamo della vostra partecipazione su Desert Sounds (l'ottima compila patrocinata da Perkele), qual'è la vostra connection con lo stoner/psych sound?
Tutti quanti, chi più chi meno, amiamo i suoni del deserto, da quelli più rocchenrol a quelli più allucinati. A livello musicale non siamo sicuramente un gruppo stoner o psych, però a livello mentale sono generi che sentiamo molto vicini. Alla fine non contano tanto le etichette di genere, quanto ciò che ognuno cerca di trasmettere con la propria musica. Dai Kyuss ai Tarantula Hawk, dagli Ufomammut agli Earth, dai Fu Manchu agli Hawkwind, lo space/psych/stoner/doom è un filone musicale che apprezziamo e dal quale attingiamo moltissimo.

Ascoltando la vosta musica e sapendo della vostra mania per le foto mi viene naturale pensare che si possa essere una connection con una componente visiva: avete in progetto un video o addirittura di proiettare qualche immagine nei vostri live (Neurosis docet!)?
Hai fatto centro! Marco (ovvero colui che si occupava di suoni e campionatore) fa parte della Bounty Killart, una crew che fa visual art a 360°, dagli stencil che vedi per strada alle videoproiezioni alle serate. Chiaramente non ci siamo fatti sfuggire un'occasione del genere e sin dal primo concerto abbiamo proiettato dei video durante i nostri set; la chiave di lettura è l'ironia, quindi abbiamo passato veramente di tutto, da operazioni dentistiche (con tanto di schizzi di sangue e molari che saltano) al balletto dello Schiaccianoci, dal giuramento dei Carabinieri a documentari sugli animali del Piemonte.. Quando Marco è partito abbiamo dovuto mettere in stand-by il discorso le proiezioni, ma come ti dicevo prima a breve dovrebbe tornare in Italia e quindi dovremmo tornare a proiettare video e immagini durante i concerti. Staremo a vedere.
Riguardo ai video per il momento non c'è nulla in cantiere, però ci è stato chiesto di musicare un cortometraggio; al momento è solo un progetto, ma noi siamo molto intrigati dalla cosa, perchè si tratta di un'avventura insolita, decisamente affascinante e stimolante!

Ultimo messaggio per i lettori di noize
Bè, innanzitutto grazie a chi ha avuto pazienza e ha continuato a leggere fino qua :) E poi grazie a te e a tutto lo staff di Noize, sia per averci dato questo spazio che per il lavoro e lo sbattimento che fate tutti i giorni: è anche grazie a realtà come la vostra se la musica in Italia non è solo Sanremo & mandolino. Per finire segnaliamo il nostro sito, lastminutetojaffna.com, dal quale chi fosse rimasto incuriosito da questa intervista può scaricare gratuitamente i brani del promo. Grazie a tutti, a presto.

Head, noizeitalia.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

In caso abitaste dalla parti di Torino, come il sottoscritto, è probabile che Last Minute To Jaffna non sia un nome nuovo per voi. In effetti, seppur di recentissima formazione (primavera 2005), questa band ha fatto parlare di sè tramite passaparola. Almeno, questo è quanto ho potuto appurare personalmente.
Last Minute To Jaffna è in realtà una specie di "supergruppo", composto da musicisti provenienti da band relativamente note nell'underground torinese: A Sight For Sore Eyes, Replica, Rebels Of The Neon God, Noob, GPL e L'Oscura Striscia Nera. Nello specifico, i membri del gruppo sono Valerio Damiano (voce), Marco Boaretto (chitarra), Matteo Battocchio (basso), Savio Monachella (batteria) e Danilo Battocchio (chitarra). Quest'ultimo è anche a capo della Breed Agency, dalla quale abbiamo ricevuto il promo.
Il CDr è racchiuso in una bella copertina azzurro/blu scuro, con il logo del gruppo al fondo. "Dawn" è un ottimo esempio del potenziale dei Last Minute To Jaffna. In undici minuti, il quintetto mette in mostra una grande creatività, complice anche la sua vasta potenzialità espressiva. Escludendo le battute iniziali, la prima parte di "Dawn" potrebbe quasi essere considerata doom. Il riffing dilatato, il growling devastato del cantante, la ritmica lenta e costante, l'impatto sonoro violento soffocano l'ascoltatore tra le loro spire, comunicando un senso di disagio e di fascino allo stesso tempo. Questa sezione si spegne su quello che si rivelerà un lento crescendo. Il muro di chitarre si infrange sui suoni più delicati degli strumenti. Qui la canzone assume dei connotati spiccatamente post-hardcore, per quanto vaga possa essere questa definizione. Lentamente, il suono si fa sempre più potente fino all'inizio della terza ed ultima parte. Tutta l'atmosfera, a tratti psichedelica, dei passaggi maggiormente morbidi viene spazzata via in un solo colpo. I Last Minute To Jaffna ritornano a far male, arricchendo la loro proposta musicale anche di vocalizzi puliti. "Heating The Blood" è aperta da due minuti e mezzo di battute tese, col basso in bella evidenza, al termine delle quali ha luogo la consueta esplosione sonora. Non c'è che dire! Danilo Battocchio ha svolto proprio un buon lavoro in sede di registrazione, perchè il suono di questo promo è molto convincente! Su un tessuto sonoro saturo e dilatato, Valerio ruggisce tutta la propria rabbia. La melodia, sempre presente, non sminuisce l'impatto di una musica pesantissima. Questo brano, come il precedente, ha una struttura complessa e fuori dagli schemi. Nei suoi dodici minuti, gioca molto sulle contrapposizioni di suoni e timbri, con risultati veramente interessanti. Molto bella ad esempio la sezione centrale, dominata dalle note inquietanti della chitarra. Niente ritmica di sottofondo, solo un lento susseguirsi di note, costanti e desolate. Queste figure musicali si ripetono in crescendo. Non rimane quindi che lo spazio per una coda. Più veloce del solito, chiude la canzone in maniera perfetta.
Due canzoni per ventitre minuti di musica. Non c'è che dire. I Last Minute To Jaffna, consapevoli della particolarità della propria proposta musicale, non hanno voluto strafare registrando un promo di sessanta minuti. Due assaggi, seppur molto consistenti, e basta. Una scelta veramente saggia, frutto probabilmente dell'esperienze dei musicisti. Questo "Promo 2006" credo riesca benissimo nel suo intento di presentare la band. "Dawn" e "Heating The Blood" ci propongono un gruppo di sicuro interesse, dotato di un buon songwriting e di una creatività notevole. Proprio per questi motivi, e con l'intento di spingere il gruppo a proseguire per questa strada, assegno al promo un bel voto. Consiglio intolre ai lettori di visitare il sito dei Last Minute To Jaffna, dove potrete scaricarvi il promo nella sua interezza.

8/10
Hellvis, shapeless.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

Due tracce in questo promo cd dei torinesi Last Minute To Jaffna. Due tracce per un totale di 24 minuti circa, quindi brani lunghi, in cui si alternano momenti diversi, a volte ossessivamente ripetitivi. Seguace di un post- core ricercato in cui si fanno sentire le influenze di band del calibro di Tool (in particolare in "Heating The Blood"), e Neurosis per il sound avanguardistico e rarefatto di alcune aperture strumentali. Ma per la maggior parte del tempo i 5 piemontesi insistono su tempi lenti e chitarre monolitiche (al limite del Doom in alcuni momenti), un sound pesante e roccioso, claustrofobico ed esasperato a volte. La stesura dei brani evade dalla forma canzone, ricercando una sorta di "discorso interpretativo" mai sopra le righe tecnicamente. Reminiscenze di alcuni Fantomas, o di una certa scena hardcore che sinceramente poco frequento e conosco.Comunque non è niente male come proposta, e i due pezzi per quanto possano sembrare pochi danno un'idea piuttosto chiara di un prodotto forse troppo orientato agli amanti del genere per quanto non è detto che questo sia un limite. Spero di vederli dal vivo per un'idea più chiara.

Pinhead, dk666.tk


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

Inserisco il promo dei Last Minute to Jaffna nel lettore e mi rendo conto di prepararmi all’ascolto di soli 2 pezzi.. ”un po pochino” penso.. ma nel momento in cui parte la musica tutto mi diventa chiaro; i due pezzi durano rispettivamente 11, “dawn”, e 12 minuti, “heating the blood”. La band, attiva solo dalla primavera 2005, si fa portavoce di un suono difficile, espanso e duro dai chiarissimi riferimenti a maestri del genere quali Isis e Cult of Luna senza dimenticare le lezioni del post-hardcore di Converge e Botch pur tralasciandone l’aspetto prettamente caotico; il pregio dei Last Minute to Jaffna infatti è proprio il rigore geometrico con cui tutti gli elementi coesistono, soprattutto i continui e repentini cambi di tempo e l’alternarsi di parti urlate ad altre decisamente più rilassate ed “evocative”; sono decisamente queste ultime a conferire un più ampio respiro al sound dei torinesi, delineando l’interesse della band per scenari psichedelici e acusticamente apocalittici che richiamano all’attenzione lo stoner e addirittura i Tool più estremi.
Registrazione casalinga pressoché perfetta che riesce, senza troppi fronzoli, a delineare bene l’operato di ogni singolo componente e a sottolineare anche le capacità tecniche dei musicisti, certamente non dei novellini e tutti provenienti da diverse esperienze nell’ambito torinese e non. Il consiglio è di proseguire su questa linea cercando forse di esprimere maggiormente l’anima noise della band.

ScreamoCore, undertheory.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

Girovagando per Londra puo’ capitare di imbattersi in una rivista, Rocka Rolla, con copertina nera a pois rosa shocking, che attrae anche per la qualita’ delle band intervistate, fra cui spiccano come band del mese i nostrani Ufomammut ed Ephel Duath a dimostrazione che la scena nazionale e’ snobbata, si’, ma molto piu’ da noi che all’estero. Nell’intervista ai primi, vengono citate alcune band emergenti, fra cui tali Last Minute To Jaffna.
Incuriositi, potreste partire alla ricerca di tali band, ovviamente con pochi frutti, fino a quando non vi vedreste recapitare un ‘Promo 2006’ proprio da parte dei suddetti ‘Last Minute...’, nome azzecatissimo visto come sta andando il mondiale...
E potreste capire anche come mai una band spettacolare come gli Ufomammut scelga di citare proprio loro: non tanto per la conterraneita’ o per la medesima formazione stilistica, quanto piuttosto per capacita’, espressive piu’ che tecniche, davvero fuori dal comune. In soli due brani e 24 minuti, questi cinque fan sfegatati di Neurosis, Cult Of Luna e Sunn 0)) riescono a confluire tutte queste influenze mantenendo comunque chiara una propria impronta distintiva. I continui passaggi fra parti melodiche e pesanti, le chitarre che disegnano litanie strazianti, i growl che arrivano a spezzare la calma sono tutti elementi gia’ sentiti ma che i Last Minute... riescono a fare propri con interessante naturalezza.
Non si tratta di una proposta facile, e’ tutta roba da sentire con calma in camera e non passeggiando per la strada, ma al termine del primo ascolto quei 24 minuti non ci metteranno niente a diventare un paio d’ore.

7,5/10
Michele Baccinelli, metallus.it


Last Minute To Jaffna - Last Minute To Jaffna

I torinesi Last Minute To Jaffna presentano questo loro promo autoprodotto, risalente al Marzo di quest’anno, avvalendosi di una produzione non esattamente eccezionale, ma anche di idee spesso valide ed affatto derivative, che li fanno attestare in una posizione pressoché “vuota” della nostrana scena post H.C. La band propone due soli brani in questo promo, ma si tratta di due song lunghe e molto ben strutturate (specialmente la prima, Dawn), che permettono di farsi un’idea abbastanza facilmente sulla sostanza della loro proposta musicale. Nella brochure si legge che la band di Torino si avvicina, nelle sonorità, a riferimenti come Cult Of Luna e Sunn-O, ma a noi è parso sinceramente di ritrovare, in molti passaggi di questo lavoro, le sacre tracce di una band post-hardcore ben più amata e rappresentativa delle pur ottime band citate (fatte le dovute proporzioni) e parliamo dei Neurosis. Ci è sembrato di sentire in questo promo quell’alternarsi di atmosfere apocalittiche, abbacinanti, accecanti che caratterizzano ormai da anni il lavoro (a volte inarrivabile) di Kelly e soci, con la sua carica di lirismo e disperazione, e ci è sembrato di intravedere nel combo torinese un’analoga capacità di essere monocromatici ma interessanti, schiaccianti ma dinamici e di rintracciare un analogo gusto nel variare atmosfera impreziosendo con arrangiamenti notevoli il sound monolitico delle parti più spinte (davvero notevole il growl di Valerio Damiano). Il suono del promo, sebbene, come detto più sopra, non esattamente esaltante, permette comunque di cogliere quale sia il progetto di sound del quintetto (il che rappresenta comunque l’aspetto più rilevante per un demo), e di considerarlo un progetto decisamente valido, manca ancora ai Last Minute To Jaffna la possibilità di farsi valere su quello che, per il tipo di musica proposto, risulta essere l’unico banco di prova decisivo per formulare un giudizio attendibile, ossia naturalmente il lavoro in full-lenght, in cui mostrare che la carica e la pesantezza dell’incedere della loro musica, possa essere ascoltata per un’ora, senza per questo risultare banale, ripetitiva o scontata. Questo promo ascrive comunque la band tra i prospetti più interessanti del nostro metal emergente e noi rimaniamo volentieri in attesa di ulteriori sviluppi.

70/100
metallized.it


Intervista

Darkness, heaviness, metal, indie rock, stoner...that's all about Last Minute To Jaffna, they're monsters in playing each instrument, they're the Italian face of Isis. Excellent. Check It Out!!!!

1. Ciao ragazzi, presentatevi ai lettori di Fire Alive.
Ciao! Io sono Dano (chitarra), e miei compagni di sventura sono Valerio (voce), Marco (chitarra) , Teo (basso) e Savio (batteria) . Poi c'è un altro Marco, addetto a synths/campionatori, che dallo scorso autunno è in Polonia per motivi di studio ma che dovrebbe tornare a breve in Italia e quindi rientrare a tutti gli effetti nel gruppo.

2. Il vostro moniker è abbastanza curioso: spiegateci come siete arrivati a questa scelta e se dietro al vostro nome c'è un significato particolare.
Questa domanda ce la fanno in tutte le interviste, è decisamente la più gettonata! :) Jaffna è una città dello Sri Lanka che è stata devastata dallo tsunami del Natale 2004. E' un nome che richiama l'apocalisse dunque. Sul Last Minute ci sono varie interpretazioni, a noi piace immaginare il classico impiegato nerd tutto felice che trova un'offerta last minute per andare a svernare ai tropici.. diamo due possibili finali: o l'aereo del nerd non riesce ad atterrare perchè c'è solo acqua ovunque, oppure l'aereo atterra tra palme e sole, il nostro amico scende tutto felice e.. WOOSH! arriva l'onda e si porta via tutto. Detto questo non è che siamo dei cinici senza cuore, solo che non ci piace prendere le cose (soprattutto noi stessi) troppo sul serio. Alla fine Last Minute To Jaffna suonava bene, e così è diventato il nostro nome.

3. Come vi siete appassionati/avvicinati al genere musicale che suonate? Complimenti ancora, la maggior parte delle realtà indipendenti italiane sembrano ancora troppo fossilizzate su sonorità che vanno via via definendosi prive di interesse e oramai assolutamente superate. Voi insomma siete una di quelle pochissime bands totalmente fuori dagli schemi!!!
Bè, grazie ancora dei complimenti! Le cose che hai scritto sulla recensione da una parte fanno piacere, dall'altra fanno venire la tremarella alle ginocchia, non capita tutti i giorni di venire paragonati ai Melvins o agli Isis..
Al di là di questo, per quanto mi riguarda ho cominciato ad ascoltare un certo tipo di hardcore anni fa dopo aver scoperto i Will Haven. Da cosa nasce cosa e pian piano ho conosiciuto (e apprezzato) bands come Neurosis, Isis e Cult Of Luna.. così quando siamo partiti coi Last Minute To Jaffna, una prima fase di assestamento è venuto spontaneo prendere questa direzione piuttosto che altre.

4. Come nascono i pezzi dei Last Minute To Jaffna? eheh...a giudicare dai due pezzi che ho ascoltato....non credo che il vostro sia un processo di facile composizione.
No, direi che 'facile' sia la parola meno adatta :) Fondamentalmente i nostri pezzi nascono da jam sessions in sala prove, partiamo da semplici riff e proviamo a svilupparli; se quello che esce ci piace lo teniamo, altrimenti lo accantoniamo. La parte difficile è la fase di assemblaggio dei pezzi: passiamo diverso tempo a montare e smontare i riff, come fossero mattoncini lego, lavorando molto sulla dinamica (contrasti pieno/vuoto, distorto/pulito, lento/veloce etc) finchè troviamo una sistemazione che riesca a far risaltare le diverse parti. Per finire l'ultima fase è quella dell'arrangiamento, che tendenzialmente dura fino a che non registriamo il pezzo. Ad esempio, nei due pezzi del promo, alcune parti di chitarra sono state aggiunte al volo mentre registravamo: giusto per farti capire che non ci accontentiamo mai e cerchiamo costantemente di migliorare i nostri pezzi.

5. Qualche etichetta si è già interessata al vostro prodotto?
Si, ci sono stati contatti con alcune etichette. Sono però contatti in funzione di un prossimo lavoro, perchè per scelta abbiamo deciso di rendere liberamente e integralmente scaricabili i pezzi del promo dal nostro sito: è stata la nostra prima registrazione e l'esigenza era quella di far girare il più possibile la nostra musica per farci conoscere in giro. E' una scelta forse insolita, ma alla lunga si è rivelata vincente.

6. A che tipo di produzione mirate? A quale etichetta ambite e quale sarebbe la più indicata per voi, secondo il vostro punto di vista?
Vabè, se dovessi chiedere un regalo a Babbo Natale sceglierei Hydrahead o Ipecac.. rimanendo coi piedi per terra, mi piacerebbe trovare un'etichetta che non punti a fregarti, come purtroppo accade spessissimo. Ragionando molto concretamente, noi non siamo il gruppo che possa cavalcare l'onda di quello che vende al giorno d'oggi, quindi il nostro interesse è quello di trovare un'etichetta che badi a chi sei e alle idee che stanno dietro quello che suoni, delle persone interessate alla musica e non a quanti soldi possono farsi con te. E da quello che ho potuto vedere, fortunatamente le etichette che si sono interessate a noi sembrano corrispondere a questa descrizione.

7. Avete altri progetti oltre ai Last Minute To Jaffna? Se si, parlatemene un po'.
Progetti più o meno seri ce ne sono. Ad esempio Marco (chitarra), suona negli Ad Astra, un trio stoner/psych, mentre Marco (synth) ha messo su un progetto electroclash che si chiama Moana Liekki.. Io e Teo invece stiamo suonando a tempo perso in un gruppo mosh ignorante, i Foundation To Burn. Di questi direi che solo gli Ad Astra possono essere considerati un progetto vero e proprio, gli altri sono più cose fatte per divertirsi.

8. Ho letto che Danilo (aka Dano) si è occupato interamente aelle registrazioni e alla fase di mixaggio; complimenti, il prodotto che ne è uscito esalta la vostra indiscutibile professionalità marcando definitivamente sonorità particolarissime e profondamente ricercate. Parlatemi dei LMTJ Homestudio...sono curioso!!!
Il LMTJ Homestudio è fondamentalmente il mio pc, sul quale ho registrato e poi mixato le tracce. E' un normalissimo pc da casa, con la sola aggiunta di una scheda audio multitraccia. Per il resto, le attrezzature di cui disponiamo sono quelle che usiamo nella nostra sala prove, e cioè qualche microfono comprato su Ebay, oltre che naturalmente alla nostra strumentazione (batteria, chitarre ampli etc.). Abbiamo registrato batteria e voce in sala prove, mentre chitarre e basso le abbiamo registrate nella mia stanza. Da una parte avevamo la necessità di ridurre al minimo le spese, dall'altra l'esigenza di curare al massimo i suoni, e il fatto di registrare in casa è stato un buon compromesso. Trattandosi di un promo destinato principalmente a farci conoscere il risultato è certamente soddisfacente, ma per il prossimo lavoro vorremmo superare quei limiti che l'home recording necessariamente pone.

9. Bene: quando uscirà il vostro vero e proprio primo full length??? ragazzi non posso più aspettare!!
In questo periodo siamo chiusi in saletta lavorando su nuovo materiale, perchè l'idea è quella di registrare una preproduzione alla fine dell'estate e cercare un'etichetta disposta a pubblicare il disco. In linea di massima se tutto va bene per la prossima primavera potremmo avere il disco fuori.

10. Cosa state ascoltando di bello in questo periodo?
In questo periodo in cima alla mia playlist c'è il nuovo Cult Of Luna (strepitoso!). Poi direi Nine Inch Nails, Botch, MGR, Battles, Callisto, Mastodon, Todd, The Abdominable Iron Sloth, Kid Kilowatt, Valerian Swing e tante altre cose ancora..

11. Siamo ai saluti, grazie mille ragazzi e complimenti ancora per i vostri pezzi, spaccano di brutto!! bene, non vedo l'ora di ricevere la vostra maglietta (quando sarà pronta) per fare girare il vostro nome in tutta la pianura modenese :-)
Ragazzi....davvero....potevate fiancheggiare i Tool nel loro tour italiano...dico davvero!! In bocca al lupo!!

Crepi il lupo, e grazie per il supporto e per questa intervista. Sarà banale ripeterlo, però è solo grazie allo sbattimento di persone come te e Massy se gruppi come il nostro possono avere un minimo di visibilità. Segnalo il nostro sito, www.lastminutetojaffna.com dove chi fosse rimasto incuriosito può andare a scaricarsi i pezzi e vedere le nostre date live. A presto!

Walter, firealive.com


Promo 2006 - Last Minute To Jaffna

Eccoci finalmente a recensire il primo promo dei Last Minute To Jaffna, band che sta facendo parlare di sè per l'ottima proposta musicale. Due brani: Dawn e Heating The Blood, 20 minuti.
La musica, per i Last Minute To Jaffna è qualcosa di lento e penetrante, oscuro e malato. Praticamente un lavoro di sfinimento contro le orecchie dell'ascoltatore.
Provate a far jammare band come Sunn O))) e Neurosis, quel che ne verrà fuori non sarà certo melodicamente ruffiano, ma sfibrante e devastante. Questo è quello che suona la band torinese. I brani sono un lungo tour de force psichedelico in cui brevi intermezzi di stampo postrock servono semplicemente a prendere fiato.
Last Minute To Jaffna sembrano aver appreso al 100% la lezione del post-hardcore più vicino al doom e alla psichedelia. Cult Of Luna, Isis, Pelican e Jesu vengono rivisti da un nuovo punto di vista, se possibile ancora più estremo, in cui convergono Sunn O))), Earth e Melvins.
Unici nei sono la necessità del dover ricercare, per il futuro, una linea maggiormente personale. Con questo esordio abbiamo capito da dove venite, in futuro sarei curioso di sapere dove arriverete data la splendida base di partenza, ma vorrei ascoltare meno "parti alla Isis" o "esplosioni alla Mogwai".
Altro neo, mi spiace dirlo, è la batteria. Banale, monotona e con alcuni passaggi da galera. Ma per fortuna, a livello di produzione, l'avete rilegata in secondo piano.
Questo promo è quindi un gustoso assaggio delle potenzialità della band. Ora rimane la curiosità di vederli dal vivo e di conoscere le mosse future. Ma grazie a questi 20 minuti possiamo annoverare i Last Minute To Jaffna fra le 5 band italiane da tenere assolutamente d'occhio. E chissà che un giorno non ce li ritroviamo sul catalogo Relapse o Hydrahead.

3.5/5
Dale P., taxi-driver.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

Ero molto curioso di entrare in contatto in qualche modo con questi torinesi. Da molto tempo infatti ne sento parlare per l’intensità dei loro live e sempre per qualche motivo strano o particolare, le nostre strade non sono mai riuscite ad incontrarsi. Finalmente poi in un bel giorno d’estate mi arriva direttamente a casa il loro promo: due canzoni e circa venticinque minuti di musica.
Attivi da poco più di un anno, i Last Minute To Jaffna annoverano tra le loro fila membri di vecchie conoscenze torinesi nel campo hardcore e metal come gli A Sight For Sore Eyes (di cui avevo amato quel bellissimo e stranissimo "Acapulco Gold"), Rebels Of the Neon God, Noob, GPL, L’Oscura Striscia Nera. Derivazioni prettamente hardcore e metal che si riversano in un grande calderone in questi LMTJ.
Innamorati di Isis, Cult Of Luna, Breach e Neurosis, i torinesi presentano due canzoni dilatatissime, con mille stacchi e cambi tempistici, a volte ipnotici a volte emozionali a volte super violenti, con sprazzi folli di elettronica ben inseriti e interessanti, il tutto caratterizzato dal growl apocalittico di Valerio, che si intromette in alcuni punti, ma lasciando comunque un ampio spazio ai vari riff prodotti a ripetizione dai due chitarristi.
Dawn rappresenta, secondo me, la parte migliore del disco. Tirata e rumoristica nella parte iniziale (bellissimo il lavoro della voce, capace di passare dalla screaming al growl, ad un pulito quasi “pattoniano”)…stacco di batteria e si da inizio alla seconda parte in cui cambiano le atmosfere e ci si ritrova cullati dalla dolcezza di strani delays e charleston che dolcemente salgono con l’ausilio di una voce molto effettata e ripetitiva per arrivare all’esplosione che ci trascina violentemente nella terza sezione della canzone che riprende un po’ il rumorismo della prima parte ma che risolve il pezzo con una bella melodia che si ripete fin quasi alla fine per lasciare spazio all’apocalittica parte finale.
Heating The Blood, inizia con lentezza. Un giro di chitarra ipnotico ripetuto a lungo con sempre più veemenza e sempre più particolari fino all’esplosione che ci porta in una dimensione violenta in cui il growl del cantante la fa da padrone. Il tutto si risolve in un riff melodicissimo in cui le varie sfaccettature della voce si riconcorrono ad un livello appena sotto quelli delle chitarre. Stop improvviso e rumorismi elettronici iniziano ad aumentare a poco a poco per lasciare spazio a chitarre dilatatissime e aperte che ci traghettano in una parte tra le più strane e sperimentali di questo disco. Loop inquietanti di growl che si accavallano tra di loro e alle precendenti chitarre. Particolare o originale. Chitarre e una batteria inizialmente ovattata interrompono il momento e ci riportano ad una frastornante realtà di voci e hardcore che ci accompagnerà fino alla fine.
Esplosioni, ricerca di nuove soluzioni, emotività e ipnosi sonora sono i punti cardine della musica dei Last Minute To Jaffna. Sicuramente una qualità di registrazione superiore avrebbe potuto far risaltare meglio il tutto e dare alle fondamentali esplosioni di suono la giusta “prepotenza” per far balzare l’ascoltatore sulla sedia, ma dando orecchie solo ai contenuti e meno all’aspetto puramente, se così si può chiamare, “estetico” del suono (con la speranza che sul prossimo nuovo lavoro, da ora in poi attesissimo, si riesca a dargli la giusta importanza), il disco è sicuramente un centro pieno. Interessante ed emozionante come poche nuove uscite ultimamente.
Torino colpisce ancora.

Loser, troublezine.it


Intervista a Last Minute To Jaffna

Una band relativamente nuova, ma composta da musicisti esperti, si sta ritagliando uno spazio di tutto rispetto nel vivace underground torinese: i Last Minute To Jaffna. Autori per ora di un promo molto valido, hanno stuzzicato la nostra curiosità, ragion per cui abbiamo deciso di intervistarli. Rispondono Dano e Valerio.

Ciao gente. Il vostro "Promo 2006" contiene solo due canzoni, ma ambedue gli episodi risultano estremamente convincenti. Come mai avete scelto proprio questi due brani? In particolare, perchè riproporre "Dawn" che era già uscita nella compilation "Desert Sounds Vol.2"?
Dano: La scelta è stata determinata dal fatto che al momento di registrare avevamo solo quei due pezzi pronti. "Dawn" è finita su "Desert Sounds" parallelamente all'uscita del promo; partecipare a "Desert Sounds" ci sembrava un'ottima occasione per farci conoscere in giro, e il fatto di essere piaciuti ai ragazzi di Perkele.it ci rende davvero felici e orgogliosi: alla compilation partecipano diverse delle migliori bands italiane in ambito psych/stoner/doom.

I musicisti che compongono i Last Minute To Jaffna hanno alle spalle background musicali diversi e suonano, o hanno suonato, in gruppi molto diversi fra di loro. Pensi che tutte queste influenze siano avvertibili in qualche modo nel suono dei Last Minute To Jaffna? E, se sì, in che misura?
Dano: A livello musicale credo che solo i Rebels Of The Neon God, e in parte anche gli A Sight For Sore Eyes, abbiano dei legami con i Last Minute To Jaffna. Onestamente a non credo che quello che facciamo c'entri qualcosa con quello che facevano GPL, Replica, Noob e Sin-Done. In generale l'identità del gruppo mi sembra abbastanza precisa, soprattutto tenendo conto del fatto che nonostante ci siano stati alcuni cambiamenti nella line up la band non ha cambiato direzione.
Valerio: Sante parole!

Tra l'altro, come è nato il nome della band? E com'è nata l'idea di formare questa band?
Dano: L'idea del gruppo è nata da me e Marco, che ci siamo conosciuti quando si era chiusa l'avventura coi nostri precedenti gruppi. Nel giro di un paio di mesi si sono aggiunti gli altri e quando siamo arrivati alla formazione a sei la direzione musicale che avremmo seguito era ben delineata. Il nome invece deriva dallo tsunami che ha sconvolto l'Oceano Indiano alla fine del 2004: Jaffna è una città dello Sri Lanka che è stata devastata dall'onda. Volevamo un nome che evocasse la forza della natura e la profondità dell'oceano, e Last Minute To Jaffna suonava decisamente bene.

La vostra intensa attività live sta facendo circolare propotentemente il vostro nome tra gli appassionati di underground e gli addetti ai lavori. Quali reazioni sta suscitando la vostra musica, dal vostro punto di vista? E come reagisce il pubblico ai vostri concerti?
Dano: In generale devo dire che l'accoglienza quando suoniamo dal vivo è buona. Ci sono stati alti e bassi com'è giusto che sia, ma la media è senz'altro positiva. Certamente quello che facciamo è ostico a chi non è abituato al genere, ma sinceramente questo problema ci tocca relativamente: noi fondamentalmente facciamo pezzi per noi stessi, non perchè piacciano agli altri. In ogni caso in ogni concerto cerchiamo di fondere la componente atmosferica/emozionale della nostra musica alla fisicità propria dei concerti hardcore, e la cosa viene apprezzata. O quantomeno non lascia indifferente chi ci viene a vedere.

Con questo promo quali obiettivi vi siete posti? Avete già programmato l'uscita di un full-length?
Dano: L'obiettivo principale era da un lato quello di farci conoscere in giro, dall'altro quello di avere materiale utile per procurarci delle date. Per questo motivo abbiamo scelto di rendere i pezzi scaricabili gratuitamente dal nostro sito, quello che veramente ci interessa è che si sparga la voce. Al full length ci stiamo lavorando, alcune etichette si sono interessate al nostro materiale. In ogni caso l'idea è di finire al più presto altri pezzi in modo da poter registrare per l'inizio dell'autunno una preproduzione che ci permetta di trovare un'etichetta disposta a far uscire il disco.

Di cosa trattano i vostri testi? E' importante la dimensione testuale per il vostro gruppo?
Valerio: I testi nascono da ispirazioni musicali e suggestioni emozionali del momento. Diciamo che parafrasando qualcuno che era un Classico già in vita , "noi non suoniamo, ma siamo suonati"! Per questo c'è una convergenza tra le suggestioni che possono offrire i testi e quelle musicali. Sostanzialmente nei testi sono espresse sotto forma metafore le condizioni fisiche, psichiche ed ambientali alle quali capita di sottoporci durante l'arco della nostra vita. Così la voglia di ricominciare diventa un drago portatore di saggezza e distruzione che sorge all'alba, così come la sensazione di impotenza si trasforma in un letargo dove nella fase terminale iniziamo a riscaldare il sangue.

Come nascono le vostre canzoni? Chi sono i compositori principali? Siete molto severi nella selezione dei riff, o lasciate che sia l'ispirazione a dominare? Personalmente, ritengo che la seconda ipotesi sia più probabile, data la naturalezza con le quali si sviluppano le vostre composizioni.
Dano: Le canzoni nascono da lunghe jam session in sala prove. Di solito io o Marco arriviamo con dei riff e proviamo a svilupparli tutti assieme. I pezzi nascono quindi dalle chitarre, però è importante il fatto che la scelta dei riff e il lavoro di arrangiamento coinvolga tutta la band. Diciamo che selezioniamo il frutto dell'ispirazione.

Seguo da molto tempo, con attenzione, l'underground musicale torinese, ed ho notato con piacere che la qualità media dei gruppi è migliorata tantissimo. Ci sono un sacco di gruppi interessanti. Secondo voi, quali di questi sono i più meritevoli, e quali le nuove promesse? Con quali di questi gruppi è stato più interessante condividere il palco?
Dano: Quello che tu dici mi fa molto piacere, non solo perchè ci viviamo in mezzo, ma soprattutto perchè nella scena di Torino abbiamo molti amici ed è bello vedere che le altre band vengano apprezzate. Torino è piena di buoni gruppi, in un po' tutti i generi. Io apprezzo tanto gruppi come No Conventional Sound e Overock quanto i Lama Tematica, anche se quello che fanno dista anni luce da quello che facciamo noi. Tra quelle con cui abbiamo suonato senza dubbio mi piacciono molto Sky Turned Red, Mainline, Oscura Striscia Nera, Ophydian e infine i Congruence Of Motion (anche se in realtà sono di Fossano).

Due parole sulla Breed Agency, agenzia che fa capo ad uno dei membri del gruppo. Com'è nata questa agenzia e quali sono i suoi scopi?
Dano: Bè innanzitutto ci tengo a precisare che Breed Agency non fa capo a me, o meglio, non solamente a me: siamo cinque persone che un paio di anni fa hanno deciso di lavorare sotto un nome comune per promuovere le nostre rispettive bands, visto che il presentarsi come agenzia apre molte di quelle porte che presentandosi come singola band rimarrebbero chiuse, che si tratti di chiedere una data a un locale piuttosto che un'intervista a una webzine. Col passare del tempo, si è trasformata in una vera e propria agenzia di management e promozione, seppur molto piccola, ed altre band sono entrate nel roster.

Questa breve intervista è terminata. A voi le ultime parole.
Dano: Grazie mille a te e Shapeless Zine dello spazio concesso, e a tutti quelli che hanno letto fin qua. A chi fosse rimasto incuriosito, raccomando di visitare il nostro sito e scaricarsi i pezzi.

Hellvis, shapeless.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

Due pezzi, due soli pezzi, di pregevole fattura, pesanti ed eleganti come un elefante in abito da sera. Davvero, ad un primo approccio sembrerebbe quasi irreale che l'Italia possa sfornare al giorno d'oggi simili gemme, ma la realtà diviene più limpida con lo scorrere dei minuti. Si sente l'influenza di maestri come Isis, Breach, Burst; troviamo un Post Hardcore (così lo chiamano, vero?) estremamente evocativo ed onirico, misto a parti Doom con altre ai limiti del Drone, a momenti di calma inaudita che ti fanno venire l'ansia perché sai che di lì a poco il muro di suono e le voci da orco torneranno ad impossessarsi di te. Brani dilatati (oltre 23 minuti in totale), che scorrono liquidi e disperati, in balìa di un songwriting ricercato e minuzioso, testimone dell'elevata competenza dell'ensemble torinese, nonostante la recente formazione. Ovviamente in questi casi non esiste il pezzo preferito, dato che il cd è ormai in loop nel mio stereo da settimane... "Dawn" e "Heating The Blood" sono complete, lunghe e dilatate ma così fluide da farti completamente dimenticare il concetto temporale. Tutto suona come deve suonare, le growling e screaming vocals sono massicce e furiose, le chitarre sono sature e taglienti come falci, la sezione ritmica è possente. Un lavoro maturo, inquieto e spettrale. Non oso immaginare cosa possano proporci dal vivo, ma spero di farla presto quest'esperienza. Rimandiamo gli inchini alla prossima release.

4/5
Davide Straccione, rockambula.com


Last Minute To Jaffna - s/t

Nati a Torino nella primavera 2005 dalla comune passione per le sonorità post core di membri di L'Oscura Striscia Nera, Noob, GPL, A Sight For Sore Eyes, Replica e Rebels Of The Neon God, realtà della scena metal ed hardcore torinese, i Last Minute To Jaffna hanno qualità sufficienti in prima battuta ad ottenere un contratto discografico, quindi a confermare quanto di buono mostrato in questo demo. Due tracce oltrepassanti la decina di minuti cadauna compongono questo "Promo 2006". Il moniker potrebbe fungere da utile esemplificazione della proposta musicale. Jaffna era una piccola isola dello Sri Lanka, completamente distrutta nel 2004 dallo Tsunami.
La musica dei Last Minute To Jaffna annienta, non in maniera istantanea come un'onda anomala, no, quel tipo di potenza calza meglio ad un'act hardcore. Votati al muro di suono tipico dei Sunn-O))), alla rarefazione dei passaggi dilatati di Isis e Breach, ai riff compatti di Pelican e Kyuss, la loro potenza distruttiva è inesorabile e lentamente implacabile, una colata lavica che avanza in maniera quasi impercettibile, annientando tutto ciò che per cattiva sorte, o fatalità, gli si trova davanti. Pregevole la prova dietro al microfono di Valerio Damiano, pronto ad inserirsi al momento giusto con la soluzione giusta tra le varie sezioni strumentali. Autoproduzione anche a livello di registrazione, per la quale il lavoro svolto dal chitarrista Danilo Battocchio a livello di home recording è più che discreto.
Il "Promo 2006" è interamente scaricabile in formato mp3 dal sito www.lastminutetojaffna.com, pertanto, se ascoltate con piacere una o più delle bands sopra citate, tenete d'occhio i Last Minute To Jaffna, dei quali, senza ombra di dubbio, sentiremo parlare a breve come una delle risposte italiane atte a placare la fame della sempre più nutrita schiera di appassionati del post core dilatato di matrice statunitense e scandinava.

Stefano Serati, sensorium.it


Last Minute To Jaffna - s/t

Gli emergenti Last Minute to Jaffna sono un gruppo sicuramente interessante che si fa notare non solo per la scelta musicale coraggiosamente intrapresa, lontana anni luce da mode e dalle lusinghe dello spietato musicbusiness, ma anche - e soprattutto, direi - per la personalità e la maturità con cui in questo promo ep (due brani per ventiquattro minuti di musica) riescono a mischiare e rielaborare le influenze di band quali Neurosis, Isis, Sunn 0)) e Cult Of Luna. Una operazione sicuramente non facile quella di far convivere il post hardcore più sperimentale con pisichedelia, noise, stoner e metal, mantenendo allo stesso tempo un equilibrio tra violenza, melodia, parti strumentali e growl. Il promo, comunque, è online sul sito della formazione torinese, quindi potete voi stessi comprendere quali atmosfere potenti, oscure ed evocative i nostri siano in grado di ricreare. Gli addetti ai lavori sono avvisati, qui il contratto sarebbe davvero meritato.

7/10
Stefano D’Auria, disintegration.it


Last Minute To Jaffna - s/t

Proprio l'altro giorno ascoltavo i TV on the Radio, una di quelle cose che ascoltano solo quattro cani (e ne vanno fieri, per dio!). Nel mentre rileggevo un articolo del Foglio sull'elogio della moderazione. Poi sono passato ad ascoltare i Last Minute to Jaffna. Non sapendo che lettura abbinare al disco del gruppo torinese, ho deciso di farmi male sul serio: "Leggo Focus...". La mia attenzione rimane colpita da un articolo su tale John Titor. Costui sarebbe un viaggiatore temporale del 2036 apparso su un web-forum nel 2000 e tornato ai giorni nostri per recuperare un IBM 5100. Subito mi chiedo "non poteva prendere una Playstation 3?"....va bè...il racconto prosegue tra spiegazioni dettagliate di fisica e profezie di storia futura. Sono rimasto inquietato non tanto dal verosimile scilinguagnolo del sedicente uomo dal futuro quanto dagli scenari che mi si aprivano nella mente. E mentre leggevo le cose più allarmanti il volume del promo dei Last Minute To Jaffna cresceva a dismisura, insieme all'inquietudine.

La guerra civile, la guerra atomica, la guerra.
Miliardi di persone cadute, la rovina.
Gente che muore, gente che brucia. Per gli dei, per gli ideali, per il potere dei grandi.
La carestia, la radioattività, il sole che non splende più.
L'egoismo, l'odio, il terrore.
Siamo anestetizzati, siamo ciechi...cosa siamo?

Jaffna è una provincia dello Sri Lanka, paese colpito dallo tsunami di due anni fa. Un paese in cui la guerra civile tra le tigri Tamil e l'esercito ha provocato in poco più di vent'anni 70 mila vittime circa. Un disastro. Come quello successo a due passi da casa nostra.
Uno dice "è la storia", un'altro risponde "è l'uomo", un terzo dice "il destino della storia e dell'uomo è la fine". Mia madre in un forbito dialetto emiliano direbbe "io non so cos'abbia la gente in testa..."
Dal canto mio mi limito a sapere di non conoscere il futuro. So di avere delle paure e oggi i Last Minute To Jaffna ne sono la colonna sonora: raffinatamente grezza, satura e spoglia, prostrata ma potente. Una di quelle cose che ascoltano solo quattro cani e, come avessero ricevuto la rivelazione, ne vanno fieri!
Ascoltate, gente, e pensate.

Scaltro, hatetv.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006

La risposta italiana ai vari Neurosis, Isis e Cult Of Luna? Forse al momento sarebbe un po' esagerato definire in questo modo i Last Minute To Jaffna, tuttavia il loro "Promo 2006" mette in luce numerose intuizioni più che valide, che fanno certamente ben sperare per il futuro di questa formazione. Come detto, i punti riferimento per inquadrare la proposta dei nostri sono senz'altro i mostri sacri del post hardcore, ma va aggiunto che un'altra evidente influenza del gruppo sono i Sunn O)))... influenza che viene a galla soprattutto nelle parti più malate e monolitiche delle composizioni (come da tradizione, lunghissime e a tratti sfibranti). Pare che ai Last Minute To Jaffna interessi prendere il meglio del sound di tutte le band succitate per dar vita ad un post hardcore che si pone a metà strada tra le devastanti esplosioni di Neurosis e Sunn O))) e le atmosfere di Isis e Cult Of Luna; quindi una proposta molto violenta, ma in certi casi anche attenta alla melodia (anche se però quest'ultima non prende mai il sopravvento). Più "pieni" che "vuoti", dunque, anche se c'è da dire che gli ultimi, pur essendo in minoranza, risultano sempre molto riusciti, mentre i primi a volte appaiono un po' troppo ripetitivi. In ogni caso, l'idea di base è buona e se i nostri in futuro riusciranno a scrollarsi di dosso ulteriormente gli spettri delle formazioni a cui si ispirano, probabilmente potremo vederne davvero delle belle.

7/10
Luca Pessina, metalitalia.com


LAST MINUTE TO JAFFNA, SPITFIGHT, xCONCEALx, THROUGH IT ALL

Location: Contrast, Konstanz (Germoney) - 15.09.2006 Am Freitagabend machten wir uns gegen 21.30 Uhr auf den Weg nach Konstanz, da die Konzerte im Contrast gewöhnlich nicht vor 22.00 Uhr anfangen.
Kaum in Konstanz angekommen, fielen uns gleich am Eingang des Contrasts lauthals gröhlenden Oi-Skins auf, die die ganze Bar in Beschlag nahmen.
Wir suchten uns zwei Stühle und versuchten die erstmal zu ignorieren, um uns THROUGH IT ALL aus Reutlingen anzusehen, die den Abend einläuteten. Sie machten ihre Sache gar nicht schlecht und knallten eine ordentliche Portion Hardcore in die Runde. Vor der Bühne war schon einiges los, wenngleich diesmal ziemlich wenig Leute den Weg in den Club gefunden hatten. Auch der Sound war viel besser, obwohl es nur eine funktionierende Monitorbox gab, da die anderen ausgefallen waren. Als zweite Band wurden xCONCEALx aus Buchs in der Schweiz angesagt, die mit Animal Liberation Shirts und schwarzen X auf den Händen ihre Einstellung kundtaten. Ihre musikalische Darbietung war erste Sahne und wir kürten die Jungs zu unseren persönlichen Lieblingen des Abends. Ihr fetter Metalcore mit aussagekräftigen Lyrics schlug ein wie eine Bombe und auch die anwesende Pitfraktion schlug vor Begeisterung Räder, Windmühlen und noch mehr.
Währenddessen fiel uns auf, dass die Oi-Skins bereits ziemlich besoffen waren und schon anfingen laut rumzuschreien, was die Vorahnung auf eine Eskalation der Lage anschwellen liess. Als dann SPITFIGHT die Bühne betraten, beschlossen einige der Skins auch mal das Pit zu betreten, was angesichts der Kungfu-Windmill-Sessions der Hardcorefraktion eine nicht so gute Idee war. Die Skins fingen an zu pöbeln und schuckten diverse Leute absichtlich durch den Raum. Ich sah nur noch wie sich die Hardcoreleute zu einer Mauer formierten (der ich mich begeistert anschloss) und sich in Richtung der pöbelnden Skins bewegten. Das sah verdammt nach dickem Ärger aus! Eine finale Eskalation konnte nur dadurch verhindert werden, dass der betroffene Skin sich noch rechtzeitig nach draussen bewegen konnte. Die Show ging währenddessen unbehelligt weiter und SPITFIGHT waren in allerbester Form. Sie knallten den Fans ihre Kracher um die Ohren, dass die Bühne beinahe zu zerbersten drohte. Ich wusste bis dato gar nicht, dass diese Band so geil abgehen kann. Respekt! LAST MINUTE TO JAFFNA mussten als letzte spielen, weil sie erst zu später Stunde vor Ort ankamen, da der Zoll ihnen eine exklusive Sonderabfertigung inklusive Analkontrolle zukommen hatte lassen. Doch vor der letzten Band entschieden wir uns für eine Runde frische Luft und begaben uns vor den Club. Kaum dort angekommen, fielen unsere Blicke auf zwei Typen, die sich im Cowboyoutfit dick Whisky-Cola in den Hals kippten. Der eine schien das aber besser zu vertragen als der andere, den die Erdanziehungskraft völlig aus der Bahn geworfen hatte. Er konnte nichtmal mehr im Sitzen lokalisieren wo oben und unten war, d.h. ihm kreiste so derart der Helm, dass er ständig mit der ohnehin schon blutigen Fresse direkt auf den Teer klatschte. Mein Gott, wie lächerlich Besoffene doch sein können! Wie dem auch sei, wir wünschten uns, dass wir eine Kamera dabei gehabt hätten und lachten uns dumm und dämlich an den Zweien, was uns den Anfang des Sets von LAST MINUTE TO JAFFNA verpassen liess. Es war schon sehr spät geworden und die letzte Band stand erst um kurz vor 2.00 Uhr nachts auf der Bühne. Wir hörten uns nur noch einen Song an und machten uns anschliessend auf den Heimweg.
Es ging also ein erlebnisreicher, äusserst belustigender Abend mit jeder Menge guter Musik zu Ende und wir kamen zu der Schlussfolgerung, dass der KANAL CONTRAST in Zukunft auch über Satellit ausgestrahlt und nicht nur in Konstanz direkt empfangen werden sollte.

Tanja, pitfire.net


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Last Minute To Jaffna is quite a fresh group from Italy. The birth to the group was just last year. No matter, the music on Promo 2006 sounds rather professional. On the promo here, we have only two pieces but a warning should be on place: Both of the tracks last over 11 minutes.

The music appears, from the first moment and on, atmospheric. The material flows by changing from psychedelic to doomy to whatever. The influences cannot be but wide. The closest bands to compare to L.M.T.J. are in my books, Neurosis and Isis. Of course the tunes come to sound like many other acts as well but those were those two combined, it would sound like this Italian group here.

The vocals are really resembling the ways of Isis. Yelling but not on your face but slightly distant. Anyhow such ways of stretching vocal cords fits in like fist on your face.

Truly this band has material that guarantees future for the band. In fact, it is rumored that there's some new material coming in the moderately near future. Anyhow bite these songs first (go to the bands homepage and get them) so that you don't choke when the real deal comes in
.
Like it atmospheric? Try this band.

4/5
Ville, overhookmusic.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
It´s sunday morning and I just got up...my head is still clouded. First thought...I need some exposure. Last Minute To Jaffna sounded pretty good...so I´ve put in this inconspicuous looking CD...BOOOOOOOOM...a thunderstorm for the brain. These six guys from Torino, Italy leave no wish open for the die-hard Post-Hardcore fan. Grievous riffs and convulsin growls imbedded in dark athmosphere and eerie sound-collages...The production of this CD is also really good and leaves no wish open. I think I can place back my Isis and Neurosis on the shelf...Last Minute To Jaffna f**ing rules. Highly recommended.

7
RB, daredevil.de


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Piuttosto interessante questo primo lavoro dei Last Minute To Jaffna, band torinese al debutto ma che vanta membri di una certa esperienza e che hanno militato in altre realtà locali come Noob, L'Oscura Striscia Nera, Rebels Of The Neon God, e così via.
Il promo contiene due canzoni di discreta durata, chiaramente ispirate da quel fare che ormai definiamo per comodità (e mancanza di altre definizioni più calzanti) "post hardcore". Quindi insomma, lunghe cavalcate dense di influenze hardcore, metal, new wave, elettronica e via discorrendo.
E nel genere i Last Minute To Jaffna (d'ora in poi LMTJ) dimostrano una certa dimestichezza nel saper alternare momenti hardcore piuttosto pesanti e atmosfere più tranquille. Mentre Dawn fila via come un treno, il secondo pezzo, Heating the Blood, diventa un po' fumoso nella parte centrale, causa anche una produzione troppo poco avvolgente (soprattutto per una distorsione di chitarra portata avanti in solitario per buoni 2/3 minuti); però poi si riprende alla grande per un finale tachicardico da schiattare.
Notevole pure la copertina del promo, di chiara ispirazione ISISsiana.
Buon lavoro dei torinesi LMTJ, che al momento stanno lavorando al loro primo album e nel frattempo cercano una label. Promossi, senza dubbio.

3.5/5
Damiano Gerli, kathodik.it


Last Minute To Jaffna - Démo
Jeune sextet italien, Last Minute to Jaffna a à peine un an d'existence et publie sa première démo éponyme. Et bien, rares sont les groupes qui sortent des première démo aussi réussies !

Hypnotiques de bout en bout malgré leur durée (environ 25 minutes), les deux titres proposés par les transalpins sont surprenants autant par leur qualité de composition que par leur apparente facilité à faire se succéder différentes émotions.

Même s'il s'agit là d'une autoproduction, le son massif, est incroyablement pesant. D'une noirceur extrême, ces deux titres, particulièrement épiques et riches en sursauts, évoquent les noms de Breach ou The Ocean pour la lourdeur (qui dans "Heating The Blood" atteindra son summum avec un passage très ralenti rappelant SunnO))) et leurs fameuses distorsions des basses).

Tout en étant écrasantes, les atmosphères distillées par Last Minute To Jaffna ne sont pas non plus dénuées de mélodies grâce à de nombreux riffs cristallins et des variations vocales convaincantes (dans l'esprit d'un Isis).

Bref, encore un nouveau nom à retenir au milieu de cette scène post-hardcore qui n'en finit pas de nous apporter de chouettes révélations ! Au vu de l'impact provoqué par cette démo éponyme, nul doute qu'il faudra compter sur Last Minute to Jaffna à l'avenir !

8/10
Beunz, pogoslam.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
E qui si fa veramente molto difficile... Come descrivere la musica dei torinesi Last Minute To Jaffna? Loro stessi ammettono influenze che vanno dal Noise all’Elettronica, dal Rock anni ’70 alla New Wave: un bel pasticcio. In realtà i nostri partono da una base che si potrebbe assimilare alle grandi band MetalCore di oggidì, tenendo però i Machine Head come faro imprescindibile e sviluppando poi in maniera del tutto particolare l’approccio sonoro, mescolando quindi i riff taglienti e squadrati ad aperture Doom ed all’inserimento di parti quasi recitate con tanto di voci filtrate che sanno quasi di teatralità decisamente oltre il Metal. Chi ha messo la musica dei Last Minute To Jaffna a metà strada fra i Cult Of Luna ed i Sunn 0))) alla fine dei conti ci ha azzeccato quasi in pieno. I brani sono solo due, ma la durata del Promo è di quasi 25 minuti, e già questo è una sorta di manifesto programmatico. All’interno, tanto sudore, tanta aggressività, tanto cervello, suoni sincopati e per nulla semplici da afferrare e da digerire che mandano un segnale preciso all’ascoltatore: non puoi fare altro mentre ascolti i Last Minute To Jaffna, non è una band da tenere in sottofondo. E’ una band che va ascoltata, e con attenzione. Per quanto ci concerne non possiamo che prendere atto di come la terra italica abbia partorito un’altra band immensa, alla quale auguriamo di riuscire a diffondere il proprio Verbo nella maniera migliore ed al più presto. Ed ora torniamo ad immergerci nell’Incubo...

7.5/10
Giorgio Fogliata, silentscreamzine.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Saturo, corposo, intimista: pochi aggettivi per indicare il lavoro dei Last Minute to Jaffna.
Una piacevole sorpresa dalla firma tricolore in un ormai stantio panorama postcore.
Sangue caldo dal rosso purpureo scorre nelle vene di questi quattro ragazzi della provincia di Torino che si affacciano per la prima volta sul jetset musicale con la demo “Promo 2006” le cui due tracce sembrano trasformare in musica il frenetico e inesorabile moto dello spirito umano. Atmosfere doom miste a squarci psichedelici animano “Dawn” e “Heating the Blood”, un sound che ritrova le proprie radici nelle evoluzioni dei Sunn O))) condito da intramezzi melodici e ricercati alla Isis. Al ruggente growl del cantato si alternano frammenti di pura nevrosi musicale, riffs possenti e ritmiche snervanti contrapposti a ipnotiche e nostalgiche pause scandite da limpidi arpeggi. Questo è solo un piccolo assaggio di una ricerca che speriamo i Last Minute di Jaffna portino avanti con lo stesso impegno e dedizione che traspare da questa demo.
Una ricerca che speriamo troverà compimento in un full lenght di qualità come ci hanno dimostrato di saper fare.
Ultima nota positiva: le due canzoni sono interamente scaricabili dal sito della band. Le royalties non sono tutto in fondo.

75/100
Kleo, metalwave.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Last Minute to Jaffna è una sorta di collettivo che ospita svariate personalita’ provenienti dalla variegata (e devo aggiungere in promettente fermento) scena underground torinese. Questo ‘promo 2006’ li situa indiscutibilmente nel sottobosco post-core (anche se sarebbe piu’ consono parlare qui di post rock ibridato o imbastardito, ma tant’è), concedendoci due soli pezzi per il consistente minutaggio di ben 23 minuti(!). Dall’avvio di “Dawn” fino al lento estinguersi di “Heating the Blood” si assiste al rimaneggiamento degli stilemi base di band quali Pelican e Mogwai (per le soffuse parti strumentali), debitamente appesantiti e, va da se, ad una buona dose di soluzioni mutuata dai testi sacri dei capi scuola Isis (i maestosi crescendo che sfociano in esplosioni violente). Ma sono le loro coraggiose aggiunte autografe a farci maggiormente apprezzare i loro sforzi, quando ad esempio enfatizzano il loro (solido) bagaglio doom mettendolo in risalto in un contesto di sostanziale dilatazione (“Dawn”); o quando si muovono altrettanto bene azzardando un arrangiamento ai limiti del drone in attesa della sfuriata conclusiva nell’ ultimo pezzo. Se riuscissero in futuro a mantenere questa loro sfacciataggine in materia di mescolanza selvaggia e azzardata, potremmo senza problemi trovarci tra le mani un gruppo addirittura in grado di sopperire alle mancanze di un genere cosi’ recente e tuttavia gia’ quasi irrimediabilmente alle porte. Consci del fatto che i nostri si evolveranno, si arricchiranno col tempo di nuove varieta’ di suono, gongoliamo nel nostro ottimismo ed attendiamo.

Guido Villa, rocklab.it


LAST MINUTE TO JAFFNA @ Mamamù 28.12.06
Quasi Natale 2004: Buongiorno signorina, vorrei prenotare un volo. Buongiorno, destinazione? Jaffna, penisola dello Sri Lanka, sta per essere travolta dallo tsunami, voglio esserci, “voglio sentirmi scorrere dentro l’impotenza nei confronti della natura”. E lei: cosa?... mi da del matto e mette giù il telefono…Ok scherzavo, non sono Arthur C. Clarke, ma una previsione seria su un Last Minute To Jaffna ce l’ho! Post-Natale 2006, la band torinese atterra a Napoli. Apnee, implosioni, esplosioni, muri del suono. Ambient psichedelico, dopo-hardcore, silenzi, urla ed echi di melodia new-wave e blues malato. Maschera, tubo e pinne. ENJ-glu-glu-glu!!!

Fabrizio Vatieri, Zero81 Magazine


Last Minute To Jaffna - Demo
Un sound maturo, straziante e psichedelico caratterizza il post-harcore dei Last Minute to Jaffna, progetto nato da alcuni membri di bands dell'underground Torinese come i Rebels Of the Neon God e L'Oscura striscia Nera.Non è di facile ascolto, ed assolutamente consiglio prolungati ascolti prima di farsi un'idea ben precisa. I due pezzi che compongono questo loro primo lavoro sono di una durata superiore agli 11'. La matrice principale è per entrambe similare... alternanaza di psichedelia schizzoide alla Isis e potenza graffiante alla Breach con gran bei tuffi in un doom profondo e nevrotico che impedisce all'ascoltatore di rimanere impassibile.
Ottime le linee vocali che vanno dal growl allo sceam schizzato a mo di Converge. Buone sia le sovrapposizioni che il "parlato"... inserti veramente di gusto.
Le chitarre si esprimono al loro meglio su giri ipnotici e con grandi aperture noise rugginose e spesso dissonanti, ma sognati e di grossa efficacia, come preludio ai crescendo, sono anche gli arpeggiati minimali presenti in Dawn. Più diretta ed efficace invece risulta Heating the Blood... pezzo meraviglioso davvero, dove la band trova spazio per un minuto e mezzo circa, facciamo anche 2'... forse 3' di distorsione di basso e poi di chitarra poi squarciati da una c hitarra acuta come un raggio di luce che frange il pelo dell'acqua e raggiunge l'esploratore subacqueo ormai rimasto senza fiato, dandogli la speranza.... e facendogli prendere fiato solo quando ormai è cianotico (bella questa metafora sinestetica vero?), terminando poi la canzone con una bella tirata noize'n'roll.
Unica nota negativa è la batteria, che spesso non è all'altezza di sostenere con il giusto groove l'intricato songwriting che i LMTJ propongono. In generale la prestazione tecnica è buona, ma qualche cappella quà e la si sente. La registrazione ed il mixaggio sono stati affidati a Danilo Battocchio a quanto pare home made. Il risultato è sicuramente quello che la band voleva... grezzo, graffiante ed emozionante.

Assolutamente attendo questa band alla prova del full-lenght, unico vero e proprio mezzo per poterne decretare le potenzialità effettive, che con questa premessa sembrano essere veramete alte. Un altro lavoro di grande spessore proposto dal nostro bel stivalone.

Webmurder, themurderinn.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Quelli che dicono che l'Italia non ha nulla da offrire in fatto di musica forse non hanno mai prestato attenzione alla scena musicale underground italiana e probabilmente queste persone sono la vera causa dell'infinita sosta proprio nell'underground che le band italiane sono costrette a sopportare nonostante gli infiniti sforzi.

Se si allargassero un po' le vedute infatti si scoprirebbero incredibili band che agiscono nel panorama musicale sotterraneo che nonostante le autoproduzioni, a volte scarse per mancanza di fondi,e le condizioni di lavoro disagiate,riescono a esprimere qualcosa di sicuramente più interessante di moltissime big band messe su un piedistallo dalle major e degli sponsor e osannate da migliaia di fans.

Queste stesse persone forse non considerano uno degli elementi più importanti e affascinanti che la scena underground ha da offrire,e cioè la LIBERTA' che tradotta in musica significa originalità, sperimentazione,fantasia,capacità di andare oltre gli schemi fissi ai quali ormai molte big band si affidano per tenersi stretti i propri fans.

Tra le righe di questa lunga introduzione ho citato tutte quelle caratteristiche dei migliori gruppi underground che come tali anche i Last Minute To Jaffna in questione posseggono. Band torinese formatasi nel 2005 i LMTJ ci propongono un assaggio della propria controversa ed emozionante musica con questo promo ep composto da due brani di più di dieci minuti l'uno al quale seguirà l'album vero e proprio.

Il nome della band (Last Minute To Jaffna)è molto interessante,Jaffna infatti è una piccola isola dello Sri Lanka che fu distrutta dallo tsunami che si abbatte nel 2004 e l'ultimo minuto in questione prima della catastrofe è un minuto fatale in cui può succedere qualsiasi cosa,a noi la libertà di scegliere cosa e quindi di dare il significato che più ci piace a questo nome, che può essere l'ultimo minuto di calma o l'ultimo minuto di delirio prima della catastrofe.

Dopo aver aperto abbastanza le nostre menti e dato sfogo all'immaginazione possiamo anche abbandonarci alla trascinante musica che il sestetto torinese ci propone. Varie influenze si intrecciano nei loro brani, ad una base di post hardcore infatti si lega il doom, lo stoner, l'elettronica minimale, il metal, la psichedelia; influenze che i LMTJ hanno giostrato a proprio piacimento creando un sound mastodontico fatto di tempi lenti e ipnotici,scandito da chitarre pesantissime e dal growl cadenzato e apocalittico del cantante; il tutto spezzato da intermezzi strumentali lenti e ipnotici,un sound che a tratti può ricordare il flusso delle onde marine che lente e pesanti si stagliano contro gli scogli.

Una realtà davvero interessante dunque quella dei Last Minute To Jaffna che nell'attesa dell'album possiamo vedere impegnata in diverse date live fino alla fine di gennaio 2007.

Onadroig, metal-zone.it


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Zwei Songs in 24 Minuten. Für LAST MINUTE TO JAFFNA sollte man eine Menge Geduld mitbringen. Aber dieser mantraeske Zeitlupenmetal à la NEUROSIS und Konsorten ist eben auch nicht für den schnellen Konsum gedacht. Zum Glück verhaspeln sich die Norditaliener nicht in belanglos aneinandergereihten Songfragmenten sondern verstehen es sehr gut, ihren Songs eine fast epische Dramatik zu verleihen. Sphärische Synthieschwaden, derbe Growls und Breitwandgitarrenriffs verschwimmen auf der Promo-CD zu einem einheitlichen Ganzen und wirken kein einziges mal langatmig. Ein wenig geht natürlich die eigene Note ab, man orientiert sich doch sehr stark an den Vorbildern, sogar ein Steve von Till-Lookalike findet sich bei LMTF. Dennoch gebürt ihnen Respekt und wenn sie jetzt noch zwei Songs schreiben, können sie ihre erste LP herausbringen.

6
Ingo Rotkehl, ox-fanzine.de


Tomydeepestego + Last Minute To Jaffna + Lento @ Traffic - Animi motus
Roma, 27/dicembre/2006
Dopo essermi colpevolmente perso i Physique Du Role in quello che pare essere stato un concerto incredibilmente intenso e corale, non potevo assolutamente mancare al Traffic per l'esibizione di Lento, Tomydeepestego e Last Minute To Jaffna, tre delle migliori nuove realtà italiane in ambito post-neurotico. Nel lotto ci sarebbero stati bene anche gli At The Soundawn da Modena, ma Johnny, il loro chitarrista casualmente di passaggio a Roma, ne ha fatto comunque valida rappresentanza mischiandosi tra un pubblico praticamente composto solo da componenti di altre ottime band della città. Tra Norma, Deflore, Sea Dweller, Omini, Inferno, Phoenix, etc, etc. pareva di essere davvero ad una specie di sound-check pre-Blowout senza banchetti e proposte di estrazione per chi suona prima. A dirla tutta, quando terminò l'ultima esibizione dei Dhmnz il 17/06/05, ancora affranti per il loro prematuro scioglimento, ci eravamo riproposti di recidere quasi del tutto il nostro cordone ombelicale con il genere in questione. Le ottime uscite di Isis e Cult Of Luna nel corso del 2006 però e le insistenti voci sulla mastodonticità del suono dei Lento ci hanno convinto alla fine a concludere l'anno in bellezza tornando ad assistere di nuovo ad uno dei concerti Is(is)terici più attesi delle ultime settimane. Sarà anche per tutto il tempo che è passato, ma dopo i tre set allucinanti di stasera, ci viene voglia di tornare ad non ascoltare più nulla che non sia uscito prima del seminale "Through Silver In Blood" dei Neurosis. L'impatto dei Lento in apertura è stato assolutamente abominevole. Ad alcuni giorni di distanza ancora non riusciamo a capacitarci della loro forza e se sono riusciti davvero a mantenere un controllo e una padronanza così asfissiante sui suoni ed un livello di tensione emotiva così devastante. Personalmente non mi era mai capitato di fantasticare sull'esistenza che un gruppo potesse essere in grado di dilatare ulteriormente le ambientazioni psichedeliche degli Isis. Loro sinceramente sono anche riusciti ad andare anche oltre pervadendo lo scheletro di alcune cavalcate stoner di echi molto più agghiaccianti dei peggiori silenzi dei Sunn O))). Prima del concerto giravano alcune leggende di fonicaggio a random. Pare che Lorenzo, uno dei loro tre chitarristi abbia collaborato in studio con gli Zu. Questo forse spiegherebbe tutto. Di sicuro se qualcuno si azzarderà mai a toccare il favoloso Rickenbacker del bassista gli disosseremo la falange, a mani nude! Subito dopo sono partiti a manetta i torinesi Last Minute To Jaffna. Lo stile chitarristico di Dano seppur non sempre impeccabile è incredibilmente interessante e originale. Inizialmente il loro magma neuro-chaotico sembrava indefettibile. Dopo un po' però i nostri hanno pagato gli assidui problemi di formazione che gli affliggono da mesi. Chi ha apprezzato il loro recente promo, avrà sicuramente sentito la mancanza di una seconda chitarra. Gli spunti psichedelico strumentali sono assolutamente glaciali comunque, quasi come il nuovo batterista, molto più adatto al genere rispetto al precedente. Se non si fossero dilungati troppo su alcune trame minimali veramente interminabili, ora staremmo a parlare di un altro set disumano come quello dei Lento. Complimenti di cuore per la potenza comunque. In chiusura è stata decisamente inaspettata la bordata dei Tomydeepestego. Partiti come progetto parallelo di The Phoenix, Inferno, Malkavian, Hope For The Summer etc. etc. i nostri sembrano capitalizzare al massimo tutta l'esperienza dei gruppi di appartenenza in fatto di stacchi e improvvise aperture melodiche inondando la marea sonica tipica dei Pelican di una potenza e un impatto assolutamente invidiabile. Le trame dei quattro non sembrano mai avere un riff portante, eppure grazie alle continue ondate delle chitarre, prima ipnotiche e poi implacabilmente distorte sono riusciti a imprigionare di continuo l'ascolto di tutti gli astanti, nonostante siano stati già sottoposti a quel punto a quasi due ore di drones apocalittici. Rispetto agli altri due gruppi i Tomydeepestego si caratterizzano forse proprio per l'intensità e la forza delle loro parti pulite e più immaginifiche. Raramente ci era capitato di vedere insieme tre gruppi di un livello così alto e una proposta così complementare tra loro. Speriamo vivamente che un'esperienza del genere possa ricapitare presto.

Federico Vignali, nerdsattack.it


Roma, 27-XII-2006: LAST MINUTE TO JAFFNA, LENTO, TOMYDEEPESTEGO @ Traffic
La magra che le feste di Natale portano a Roma per quanto concerte la musica dal vivo, più che negli altri periodi dell'anno, viene saziata da questa vigorosa serata al Traffic.
Lento è un'entita che cavalca l'ondata (forse in fase discendente...) del filone Isis, Red Sparrows compagnia cantante, caricando atmosfere già di per sè tetre e fittissime di un incedere allucinatorio; parte "Hadrons" come una rasoiata ai padiglioni auricolari, tre chitarre immense danno il via a quello che per mezzora sara un set curato nei minimi dettagli, alternando cavalcate di droni travestiti da psichedelia stra-fatti di distorsione e magma ad abissi di interferenze sonore e feedback manipolati da macchine delay. Sulla scena da qualche anno, in passato più cari alla scuola Mogwai, preparano un albo d'esordio che li vedrà compagni d'etichetta degli Ufomammut..."apocalittica" attesa...
Salgono sul palco per secondi i Last Minute To Jaffna, ufficialmente le star della serata visto che questa a Roma era la seconda tappa del loro mini tour invernale. Una partenza che fa presagire intrecci tra il sonico e il metallurgico, con attacco deflagrante, ma il resto del set è praticamente affidato alla maestria del chitarrista che sciorina riff ammalianti tali da catalizzare l'attenzione, accompagnati da violenti assalti stile Neurosis e litanie piu orientate al sogno malato dei Deftones, ruggiti di voce compresi.
All'una passata penseresti che l'ora tarda abbasserà la tua soglia d'attenzione a discapito dell'ultimo gruppo, ma nonostante una sorta di liceale imbarazzo che avvolge i Tomydeepestego, causata forse dalla goliardia degli amici presenti in sala, i quattro ragazzi creano musica splendida; chitarre fatte di pietra gelida fanno da tappeto volante ad arpeggi a presa rapida, potenti e al contempo avvolti nel blu come sapevano ben fare all'epoca i Catherine Wheel. Accattivanti, e non solo per gli amanti di un genere già di per se ibrido come il "post-hardcore", hanno dalla loro parte l'ottima scrittura, per quanto possa essere difficoltoso circoscrivere un brano strumentale dalle dinamiche cosi dilatate e distanti rispetto la classica forma canzone. Ma come si fa a rimanere immobile di fronte all'apertura di "Renovatio"?

chri, upside-down.splinder.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
E’ stato letteralmente amore a prima con i Last Minute to Jaffna, girovagavo senza meta negli infiniti lidi multimediali di My Space e per caso mi imbattei in un loro pezzo, rimasi senza parole di fronte ad un sound simile, mi informai all’istante ed appena scoprii che sono una band Italiana tra me e me pensai “devo avere il loro demo”.
Ed eccomi infatti ora, dopo aver contattato la band che si è dimostrata disponibilissima, ad ascoltare per la centesima volta questo “Promo 2006” ed ancora non sono sazio. Credetemi se vi dico che la nostra scena aveva davvero bisogno di un gruppo come i Last Minute to Jaffna, un sound come il loro in tutti questi anni non mi era mai capitato di sentirlo dalle nostre parti! La proposta del combo Torinese alterna momenti di calma visionaria a raffiche di puro estremismo sonoro, il sound è dilatato, disperato, psichedelico ed allucinato e nonostante la palese influenza dei Neurosis ed un più leggero richiamo ai maestri Red Harvest questi ragazzi possono già vantare una grande originalità che saprà sicuramente portarli molto lontano. Sarebbe facile definirli come una doomextreme metal band con uno spruzzo di Hardcore ma sarebbe anche molto limitativo nei loro confronti.
“Promo 2006” è composto da due lunghissime tracce, rispettivamente di undici e dodici minuti ed una volta arrivati alla fine non potrete che iniziare da capo. Entrambe sono straordinarie ma l’iniziale “Dawn” brilla indubbiamente di luce propria, come una sorta di orgasmo lungo oltre dieci minuti spazza via tutto quello che trova davanti, una mazzata incredibile che raggiunge momenti di intensità straordinari, in particolar modo nei passaggi più estremi in cui Valerio, dietro al microfono, da il meglio di se dimostrandosi estremamente talentuoso.
Gente i Last Minute to Jaffna non sbagliano un colpo in questo “Promo 2006” che tra l’altro è interamente scaricabile dal loro sito, quindi cosa aspettate a correre ad ascoltarlo?
I miei complimenti a questi ragazzi che se continueranno ad impegnarsi si toglieranno grandi soddisfazioni, e mi raccomando tenete d’occhio le loro date perché si stanno muovendo davvero tanto.

Sinteticamente: questo promo dei Last Minute to Jaffna è un trip musicale del quale sarà facile diventare dipendenti. Uomo avvisato mezzo salvato.

7.5/10
Jan Montanaro, haternal.com


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
Il gruppo torinese in questione, alle prese con il suo primo promo, colpisce (e pesantemente) per la qualità della registrazione, interamente fatta in casa (l'unica cosa che non risalta appieno è la sezione ritmica ma il risultato è comunque stupefacente) e per il carisma che hanno impresso nei 23 minuti di questa opera.

"Down", il titolo della prima di due tracce, è un inquieto animale feroce ferito: il lento incedere iniziale, quasi Neurosis, è la furia che prova nell'essere stato colpito, l'urlo rappresenta la ferita, la causa stessa che gli ha provocato dolore. Il seguente, introspettivo e di chiara ispirazione isisiana periodo "Oceanic", spezza il ritmo con intelligenza, quasi che l'animle stordito, ricordi a sé stesso cosa è stato per darsi forza e fuggire al sicuro, lontano da altre eventuali minacce. Ma è braccato senza scampo e per placare il desiderio di non sentirsi alla mercè di predatori più forti di lui, si lancia da un precipizio: il finale è l'eco della sua caduta, di tutti i suoi tormenti: assolutamente spettacolare e di forte impatto.
"Heating the Blood" invece è la scena di un omicidio: l'intro Tooliano è la pianificazione del folle gesto che sfocerà inevitabilmente nel divenire incontrovertibile realtà: Di nuovo i Neurosis, il marcato Riff, serrato è il continuo pugnalare, il growl, la rappresentazione della follia a capo dell'insano gesto. Poi di colpo la scena cambia, gli occhi sono diventati quelli della vittima, l'apertura melodica, epica nel suo mood, è la vita che sfugge dal corpo, e osserva il carnefice con occhi di incredulità. Poi stop. Si ritorna all'assassino con il rumure Drone tipico dei SunnO))). È il punto di non ritorno, il senso di colpa e lo stordimento provato da chi si è accorto di aver compiuto un atto orribile per il quale non può trovare rimedio. Lentamente la chitarra ritorna alle sue vibrazioni, e i fantasmi della pazzia cominciano ad annidarsi nella mente di chi ha ancora forza all'interno del suo corpo: cosa potrebbero essere se non i tormenti nella mente malata di un killer quelle voci spaventose alla fine del brano? Ancora una ripartenza, l'ultima. Con la mente annientata dagli incubi ora è arrivato il momento di fuggire. Prestategli un'ascolto e non perdeteli d'occhio.

Sephiroth, debaser.it


Deville + Last Minute To Jaffna + Fagetz @ Cinema Vekkio, April 14th 2007
Iniziamo con sabato 14 aprile quando, in contemporanea coll'esibizione a quanto pare molto interessante di James Kakande al Dynasty di La Morra, siamo andati al Cinema Vekkio (www.myspace.com/cinemavekkio) dove suonavano i braidesi Fagetz , i torinesi Last Minute To Jaffna e gli svedesi Deville. Arrivati un po' in ritardo abbiamo sentito solamente l'ultimissima parte dell'esibizione dei primi, che sul palcoscenico di Corneliano d'Alba sembravano muoversi con disinvoltura ed energia, proponendo con convinzione i loro pezzi in cui appaiono a volte dei simpatici emuli dei Cani Sciorrì.

In bilico invece tra post-hardcore, stoner e psichedelia, i Last Minute To Jaffna, in cui abbiamo ritrovato con piacere - a sorpresa - due membri dei King Java, hanno offerto una serie di pezzi particolarmente oscuri e globalmente piuttosto riusciti, che non sempre però riuscivano a rendere in pieno le atmosfere cupe, tese e avvolgenti del loro promo. Un po' perché i suoni risultavano in certi momenti troppo confusi e "sporchi". Un po' perché il cantante sembrava essere il primo a non credere ai toni e ai temi decisamente poco solari dei vari pezzi, presentandoli in un modo gigione e ironico che, a nostro parere, risultava decisamente incongruo con l'insieme, creando una schizofrenia poco comprensibile. Perché non recitare la parte fino in fondo?

Piuttosto deludenti, infine, gli scandinavi Deville , autori di una serie di pezzi in stile marcatamente stoner, suonati in modo senza dubbio ineccepibile ma tutto sommato di maniera. Come un compito in classe di un alunno secchione: tutto perfetto ma senz'anima. E quindi, alla fine, noioso. Quando, quindi, abbiamo saputo che Kakande aveva particolarmente colpito i (purtroppo) non numerosissimi spettatori del Dynasty, ci siamo pentiti d'aver preferito gli svedesi all'inglese. Peccato non avere a volte il teletrasporto di "Star Trek" per ovviare ad errori di scelta commessi nella pianificazione della serata, vero?
[...]

Paolo Bogo, Agendarock (paolobogo[at]libero.it)


Last Minute To Jaffna - Promo 2006
L'esterofilia spesso ci porta a non prendere neppure in considerazione certe realtà nazionali degne di rispetto, anzi da tenere a mente anche a livello europeo. I Last Minute To Jaffna, ad esempio, sono una piccola perla del nostro "stivale" da tenere a mente; i due pezzi del loro Promo 2006 sono una sintesi della loro influenze ed un accenno alle potenzialità live della band. Si parte con "Dawn" (undici minuti di pezzo!!!), struttura post hard core, intramezzi drone ed arpeggi psichedelici dosati alla perfezione fra loro e pieni di passione descrivono il paesaggio desolato e visionario con cui i LMTJ aprono e chiudono la prima parte del disco strizzando l'occhio a gruppi del calibro di Neurosis, Cult Of Luna e Minsk. Il promo continua poi con "Heating The Blood" altra traccia granitica e prepotente (12:20 min.) in cui miraggi orentali e muri di suono in stile sludge catapultano l'ascoltatore in una realtà lontana dove il sudore, la febbre e la sete fanno da padroni. Un ottimo Promo che fa quasi gridare al miracolo, peccato per la produzione che poteva essere decisamente migliore (parliamo comunque di una buona autoproduzione) e la risicatezza di pezzi (due traccie sono davvero poche). Non ci resta che tenere d'occhio questa band torinese sperando di avere fra le mani il prima possibile un loro full-lenght.

Bravi ragazzi il Barone Del Male punta su di voi!

blog.myspace.com/baronedelmale


Lair Of The Minotaur + Capricorns + Last Minute To Jaffna
Taurus - Ciriè (TO) @ 22/06/2007

Serata ricca mi ci ficco. È stata certamente questa l’aspettativa che ha animato coloro i quali si sono recati al Taurus di Ciriè, cittadina non lontana da Torino (e neppure dall’aeroporto di Caselle, se qualcuno volesse arrivare in aereo…) per assistere all’esibizione di ben quattro formazioni, raggruppate sotto la dicitura di “Doom Noise Total Night! Festival”, ma che poi hanno evidenziato, il che già era noto agli “iniziati”…, differenze sostanziali. In apertura si sono esibiti i Dead Elephant, che hanno dato vita a un set positivo, ma che non ha consentito loro di far emergere appieno tutte le capacità di narrazione sonora, tra post hardcore e noise rock impastato, che possiedono e che hanno palesato nei lavori sinora pubblicati. Sono portatori di buone idee musicali e credo che sia per loro giunto il momento di puntare a fare il salto di qualità, correndo i rischi del caso, ma cercando di emergere come meritano. A seguire è stato il turno di Last Minute To Jaffna, che pur partendo da soluzioni strumentali/vocali di pregevole fattura, ma ancora un po’ prevedibili (chiari i riferimenti alla scuola di Breach e, in parte, Cult Of Luna), hanno però offerto una prestazione impeccabile e compatta. Sovvertendo l’ordine di apparizione previsto veniamo poi travolti da quella furia devastatrice di multiforme origine metallica, che risponde al nome di Lair Of The Minotaur. Tre dischi alle spalle (e un quarto, sempre su Southern Lord, che verrà registrato il prossimo ottobre) con cui hanno dimostrato il proprio valore e che viene ribadito in maniera inconfutabile; thrash, death, black, sludge e doom mescolati e alternati con ferocia assassina e con un nume tutelare, che risponde al nome di Celtic Frost, a fungere da mentore sempiterno. Pensate a una forma più subdola e malevola dei Mastodon e capirete ciò di cui sto parlando. Da buoni ultimi è stato il turno dei Capricorns, che su disco sono un’ottima band di post metal/rock alternato a doom psichedelico, ma che dal vivo si trasformano in una belva assetata di sangue, dove la suddetta materia risulta ulteriormente appesantita e dove le parti di crescendo strumentale vengono eseguite, al pari delle successive esplosioni, con una determinazione quasi al limite del crust. Spaventosi. Da annotare come l’intero concerto della formazione britannica sia stato dedicato alla polizia di frontiera italiana..

Roberto Michieletto, dagheisha.com


All'Ultimo Minuto
Jaffna è una città nella parte settentrionale dello Sri Lanka. Che musica può quindi suonare una band che decide di chiamarsi Last Minute To Jaffna? Musica etnica asiatica? No. Ambient da beauty farm dove fanno massaggi ayurvedici (o quel che sono)? Nemmeno. Scrivono jingles per pubblicità di agenzie turistiche? Niente di più lontano.
I Last Minute To Jaffna sono un quartetto torinese dediti a quello che personalmente reputo la quintessenza della musica pesante di questa prima parte del decennio, ovvero il cosiddetto post-hardcore. Nella loro per ora unica opera, un promo di due pezzi scaricabile dal loro sito, i LMTJ partono da un suono mastodontico, cadenzato, e reminiscente dei primi Isis e Cult Of Luna (specie nel growl) e ne dipanano delle tessiture aperte e a tratti psichedeliche, in maniera non così distanti dai francesi Year Of No Light o dai Mouth Of The Architect.
Entrambi i pezzi superano i dieci minuti di durata, e presentano una band che sa dove vuole arrivare, decisamente già pronta per un debutto discografico di caratura internazionale. Personalmente li vedrei bene su Radar Swarm, in compagnia di Tantrum, Gantz, Metronome Charisma e i sopracitati Year Of No Light.
Un biglietto per Jaffna, grazie!

thisbeat.blogspot.com


CAPRICORNS | LAIR OF THE MINOTAUR | 22/6/2007
+ Last Minute To Jaffna + Dead Elephant @ Taurus Cafè - Ciriè (TO)

Autori di un album di buona caratura quale Ruder Forms Survive, i Capricorns erano attesi da molti alla prova dal vivo. Trattandosi di ottimi musicisti con alle spalle diversi anni di esperienza, hanno saputo riproporre in modo credibile quell'amalgama sonoro atto a creare un equilibrio fra la rilassatezza degli ultimi Earth e la pesantezza dello sludge. Quasi interamente strumentali e, pur con le dovute proporzioni, affini alla psichedelia dei Red Sparowes, puntano in realtà ad un atmosfera più oscura, ma allo stesso tempo riflessiva e soffusa. A dispetto dello scarsissimo tempo a loro disposizione, hanno eseguito delle versioni molto dilatate delle già lunghe "Blood For Papa" e "The First Broken Promise", arricchendole di parti improvvisate. Nonostante gran parte del pubblico si sia assiepato al di sotto del palco, hanno fornito una prova forse al di sotto delle loro possibilità, meritando però a pieno la posizione di gruppo principale della serata. Paradossalmente più popolari, ma in verità banali e lontani dal suono proposto dalle altre band chiamate a suonare in questa occasione, i Lair Of The Minotaur hanno suonato brani che avrebbero potuto appartenere ad una qualsiasi formazione thrash/black di fine anni Ottanta. Affini ai Warhammer, ma tristemente privi di sostanza, hanno puntato tutto sull'impatto e su un suono cavernoso adatto al genere di musica da loro proposto. Sia i Dead Elephant che i Last Minute To Jaffna si sono invece prodigati in una forma dilatata di post core, i primi privilegiando vocals sporche e partiture violente e scorticanti, i secondi attingendo da una maggiore cifra di influenze. Questi ultimi, a loro agio quando si cimentano in parti riflessive, si sono purtroppo dimostrati meno convincenti durante le frazioni accompagnate da un utilizzo più estremo della voce. Ha invero giocato a loro favore la scelta di limitare gli scambi con il pubblico, permettendo così alla musica di essere la vera protagonista e di fluire in modo continuo. Discorso inverso per i Dead Elephant, a parere di chi scrive forieri di un’immagine troppo aggressiva, e quindi distante dalla tipologia di musica proposta. Dovendo tirare le somme, si è trattato di una serata più che piacevole, conclusasi quando il vostro panettiere di fiducia era già stufo di lavorare. A renderla particolare è stata la presenza di un pubblico molto eterogeneo e numeroso, forse accorso più per usufruire del bar del locale che non per il concerto in sé. Testimonianza della qualità del sottosuolo rock nazionale e non, si spera possa spronare Breed Agency ad organizzare in futuro altri eventi di pari valore.

Samuele Lepore, audiodrome.it


Ufomammut + Rose Kemp + Last Minute To Jaffna
Taurus - Ciriè (TO) @ 09/11/2007

Un Taurus in continua ascesa, per proposte variegate ed eventi organizzati all’interno del panorama dei locali di Torino e provincia, ci offre una tripletta di formazioni diversamente collocate nell’universo sonoro. Ad aprire la serata ritrovo i Last Minute To Jaffna, che avevo avuto modo di vedere dal vivo a giugno, quando supportarono Lair Of The Minotaur e Capricorns. Rispetto alla volta scorsa risultano meno dispersivi e più focalizzati sulla materializzazione di un sound in bilico tra post-core e noise rock in progressione; giunti a questo punto ritengo che debbano raccogliere le idee e rilasciarle sotto forma di lavoro esteso, al fine di comprendere quali siano le effettive potenzialità. L’esibizione del terzetto britannico capitanato dalla cantate e chitarrista Rose Kemp mi ha lasciato con un punto interrogativo immaginario dipinto sulla testa (a mo’ di cartone animato o fumetto...); per il semplice motivo che si è trattato di un live eccessivamente frammentato, più ricco di pause che di brani, e che ha trasmesso un’impressione di incompletezza. Mi spiego; nelle parti di derivazione hard/dark rock (quasi epico, anche nell’impostazione delle vocals) sanno essere incisivi, ma quando prendono vie più orientate al post rock o alle ballate blues drammatiche o nei momenti di stasi strumentale o laddove è la voce a prevalere, si perdono. Capisco che l’intento sia quello di far funzionare le differenti componenti tutte assieme, ma per ora le intenzioni si limitano alla forma ipotetica. A mettere le cose a posto ci pensano gli Ufomammut. Che la strada intrapresa fosse quella di indirizzarsi verso un’identificazione musicale sempre più slegata da generi specifici (pur se chiaramente riconducibile a un preciso contesto) e sempre più capace di raffigurare se stessi in quanto entità individuale e non replicabile lo si era già appurato, ma da quanto sentito si è avuta la certezza definitiva che è stato pianificato un iter evolutivo, che ha portato alla fusione e compattazione di magma, frammenti spaziali, frequenze d’onda, maree oceaniche, ricordi tribali concentrati, derive apocalittiche e ipnosi indotta. Un’esperienza, prima che un concerto, concretizzatasi per mezzo di chitarra, basso, batteria, moog, voce e anima, e dove l’assorbimento e il rilascio (di suoni) produce un’osmosi continua.

Roberto Michieletto, dagheisha.com


Neurosounds Vol.1: Stones From The Sky

Tripla recensione per una grande iniziativa sotto licenza Creative Commons. La compilation qui elogiata si trova gratutiamente a questo indirizzo: http://neuroprison.blogspot.com/2007/12/neurosounds-vol1.html
Please, spread and support.


La compilation “Stones From The Sky Vol.1” nasce da un’idea dei ragazzi del forum di Neuroprison, spazio web dedicato ai Neurosis e alle sonorità “post” in generale. Lo scopo della compilation è dare spazio a tutte le più interessanti realtà tricolori legate a quel calderone sonoro che indicativamente si suole chiamare “post-core”, ma che in realtà è un’etichetta che può comprendere le più variegate forme sonore, purchè improntate su una sana sperimentazione e su una ricerca di una personalità ben definita. Questo per chiarire che non ci troviamo di fronte a un piccolo ricettacolo di figliocci di Steve Von Till, bensì a una manciata di band eterogenee, dalla quale emerge come in Italia il suono di Neurosis, ma anche di Breach, Isis, Pelican, Converge, Today Is The Day e la grande lezione di Justin K Broadrick (per citare solo i più noti, la lista sarebbe alquanto lunga), abbia dato linfa a una grande schiera di giovani musicisti. “Stones From The Sky Vol.1”, pubblicata sotto licenza Creative Commons e liberamente scaricabile (comprensiva anche di pregevole artwork) dal web, si divide in due parti: un cd X e un cd Y.
Il cd X propone subito alcuni pezzi da novanta, di sicuro noti al pubblico di certe sonorità, che danno subito spessore e credibilità all’operazione e fanno giustamente da traino per i meno noti colleghi. Parliamo di Lento, Morkobot, Vanessa Van Basten e Infection Code, quattro band che sono in grado di attirare gli appassionati, soprattutto i primi due nomi di casa Supernatural Cat (Ufomammut, per intenderci), che regalano brani maiuscoli e di qualità. Dopo i quattro assi la compilation si mantiene su buonissimi livelli, riservando particolari sorprese soprattutto coi pezzi dei giovanissimi Storm {O}, alle prese con uno stile rabbioso fatto di esplosioni/implosioni, degli Amia Venera Landscape, con una personale rivisitazione dell’Isis-pensiero, e i rabbiosi Tears|Before, autori di una prestazione muscolosa e d’impatto.
Il cd Y non schiera gruppi del calibro di Lento e soci, ma riserva ad ogni modo ottimi spunti e band davvero interessanti. Anche in questo caso è realmente difficoltoso citare solo qualcuno, data il livello piuttosto alto di tutta la seconda parte della compilation. Andando a pescare chi colpisce di più l’attenzione a un primo impatto, menzioniamo l’incedere “arioso” dei Fog In The Shell, le inflessioni quasi Godflesh/Jesu dei sorprendenti A Dead Cold Body e i sei coinvolgenti minuti in cui si struttura la prova degli Orbe.
Al di là delle singole segnalazioni che trovate nelle righe sopra, è importante sottolineare come questa compilation abbia il merito di andare a documentare la situazione italiana per quel che concerne le sonorità più legate alla sperimentazione, avendo il coraggio di proporre accanto ai pochi nomi di spicco una serie di band interessanti e di valore, che trovano così modo di uscire allo scoperto e di farsi notare. Anche solo per questo motivo, “Stones From The Sky Vol.1”, merita attenzione e incondizionato supporto. Scaricatelo in massa. Un applauso ai ragazzi di Neuroprison e uno alle band coinvolte. Il voto che trovate in fondo è una sintesi tra il valore documentario dell’operazione e la sua qualità.

P.S.: Mi scuseranno i Viscera/// se il sottoscritto ha evitato volutamente di nominarli, ma il conflitto d’interessi/sentimentale è troppo grande ed evidente.

5/5
Luca Pizzarotti

L’Italia sta dando vita a una scena post-tutto particolarmente vivace. Nascono molti gruppi che si preoccupano di andare a esplorare territori tra i più diversi, partendo dalle aree geografiche e musicali più disparate. Dal forum Neurosounds giunge questa compilation che propone un riassunto di tutto questo fermento: in due dischi si può assaporare quanto è stato prodotto dal nostro paese nell’arco di pochi anni.
La qualità dell’intera operazione è altissima, si parte con i nomi più conosciuti, che fungono da sigillo di garanzia per poter dare spazio ai gruppi meno noti: si inizia quindi con le teste di serie Vanessa Van Basten, Lento e Morkobot, con proposte a volte più melodiche, a volte più criptiche o distorte. Dopo aver aperto la strada, viene lasciato ampio spazio a gruppi tra i più diversi, a riprova del fatto che il termine “post” può voler dire qualunque cosa. Nel massacro sonoro dei due dischi c’è spazio per influenze di ogni tipo, da quelle direttamente derivate dai Neurosis, a quelle debitrici di nomi come Eyehategod, Jesu, Tool, Converge, Soilent Green o Isis, senza per questo mancare d’originalità. Tratto comune di tutte le band presenti è la personalità e la forza con la quale propongono nuove direzioni, con la quale aprono nuove finestre su musica su cui spesso sono i primi a mettere gli occhi.
Nel primo disco si distinguono gli ottimi e violenti Storm{O}, gli Psychocean, i Juggernaut, che tengono fede al proprio nome con uno dei brani più pesanti della compilation, e i Last Minute To Jaffna: il disco X offre una panoramica di brani per la maggior parte brevi, dalle atmosfere asfissianti e serrate, in cui raramente trovano spazio dilatazioni o momenti strumentali particolarmente ariosi. Ci si concentra su urla, distorsioni esasperanti e marciume soffocante, elementi che accomunano tutte le band di questo primo disco, a esclusione proprio degli Psychocean.
Passando attraverso i suoni dilaniati dei Deflore si arriva al disco Y, che invece incarna un’anima completamente diversa: brani lunghi, spazi molto più ampi e paesaggi dalle larghe vedute. A partire dai One Starving Day le sensazioni sono più rilassate e si può tirare il fiato. Spiccano ToMyDeepestEgo e Three Steps To The Ocean, che inanellano due tra i brani migliori di tutta la compilation, e A Cold Dead Body, con una serie di riff azzeccatissimi. Chiude Larva con un brano interamente composto da elettronica e campioni, che sfuma lasciando un senso di sospensione, che forse è da intendere come un finale aperto che dà spazio alla produzione di un seguito: non sappiamo ancora se ciò accadrà, ma sperare è gratis.
Va segnalato infine che “Stones From The Sky” è gratuita, pubblicata sotto licenza Creative Commons e interamente scaricabile: se dal lato musicale questa era già un’operazione da elogiare, questa scelta la rende un esempio da seguire e la accosta alle stonerose Desertsound. Non rimane che scaricare, ascoltare ed entrare in contatto con una scena viva, agitata e costantemente in subbuglio. Chi rimane indietro, o è grasso e ha il fiatone, oppure sta perdendosi colpevolmente un sacco di buona musica.

5/5
Alberto Trentanni

Morbida Aggressività.
Lodevolissima iniziativa patrocinata dalla comunità Neurosounds e dedicata al post-core in tutte le sue forme, questa compilation raccoglie pezzi scaricabili gratuitamente, realizzati da quanto di meglio da offrire ha la relativa scena italiana. È suddivisa in due Cd, X e Y, il primo denso di sonorità più toste e pesanti, il secondo caratterizzato da una maggiore liquidità e rilassatezza, pur rimanendo nello stesso ambito sonoro. Partenza a pieni giri con il post-core personalissimo dei Vanessa Van Basten, con i Lento e con la solita miscela esplosiva caricata a molle dei Morkobot e la loro “Zorgongollac”. Più canonicamente hardcore/metal gli Infection Code, aggressivi e acidissimi i Tears|Before, con una “Portland” ricca di fermate e ripartenze sostenute da una batteria ora metal ora più dinamica. Splendida scheggia hardcore per gli Incoming Cerebral Overdrive, mentre sono al limite del doom (e con inserti chitarristici che ricalcano lo stile di Omar dei Mars Volta) gli Storm{O}. Cascate di feedback aprono “Illusion” dei Sicklown, che proseguono con andamento quasi thrash per poi liberarsi in uno sviluppo che non sfigurerebbe affatto in The Eye Of Every Storm dei Neurosis. Più “rock” è “Overtones” dei Psychocean, quasi provenisse dai gloriosi dischi degli Screaming Trees targati SST dei tempi che furono, alternanze brusche e più rilassate anche per gli Amia Venera Landscape, con tanto di chitarra acustica ad ornare una splendida e varia “A New Aurora”, estratto migliore del cd X. Ci vanno vocalmente giù pesante gli Juggernaut, mentre il tessuto sonoro è rallentato e meno abrasivo, oscuri e racchiusi in riff granitici i Jagannah, così come i Last Minute To Jaffna con una lunga e un po’ ridondante “Dawn”. Concludono il primo cd i Deflore con “Home”, esperimento da tre minuti psycho/postcore a ricordare certi Smashing Pumpkins degli inizi nei loro momenti più pesanti.
Come già annunciato, più sperimentali, eterei, psichedelici e strumentali i pezzi appartenenti al secondo cd. Il post-rock, infatti, si fa spazio tra le asperità e reca con sé anche un minutaggio maggiore per ogni canzone. A riprova lo splendido violino che serpeggia suadente nella “Black Star Aeon” degli One Starving Day. Malinconici e sempre una certezza i Fog In The Shell, non spicca invece per originalità compositiva la “Mizar” dei Tomydeepestego, mentre languida e onirica scorre via piacevole la “Submerged Universe” dei Three Steps To The Ocean, con tanto di intermezzo elettronico a spezzare la tensione.
Più dolce e melodica delle altre, “White Files” dei Viscera/// ricorda determinati passaggi sonori di quei Marlene Kuntz ancora arsi da volontà soniche.
Landscape da universo in espansione per gli A Cold Dead Body, grazie a contrappunti di pianoforte, archi e un basso distorto, rifrazioni elettroniche per gli Orbe, con una “Aleph” che sarebbe stata bene anche nel cd X, visti gli evidenti spunti hardcore. Riuscita la “Glimmervoid” dei Torquoise, soprattutto per via del finale in crescendo che fa dimenticare i minimi spunti gothic dell’apertura. Chiude la partita “La Pioggia E Le Lumache” dei Larva, con tanto di field recordings e un andamento a tratti dubstep/ambient virato inevitabilmente al nero.
Progetto riuscito, quindi, anche se non raggiunge il massimo dei voti, perché paradossalmente il piatto è troppo abbondante e ci scappano momenti di stanca, soprattutto per quanto riguarda il cd Y. Magari diminuire i pezzi presentati avrebbe giovato in generale, ma è solo un piccolo appunto a un documento musicale che testimonia l’estrema vitalità delle tante band presenti.

4/5
Giampaolo Cristofaro

audiodrome.it


Neurosounds Vol.1: Stones From The Sky

"Neurosounds Vol.1: Stones From The Sky" è una compilazione scaricabile gratuitamente voluta e concepita dallo staff di Neuroprison, comunità web che raccoglie appassionati del variegato mondo sonoro che gira attorno al termine post (dai Converge ai Perlican passando per i Neurosis?). Nasce così questo doppio cd con il preciso scopo di raccogliere materiale (valido) di band italiane più o meno affermante per mettere in evidenza come anche nella nostra penisola questo tipo di sonorità abbiano attecchito e trovato terreno fertile.
Partiamo dal primo cd denominato "X", il quale presenta subito alcuni nomi già noti e in grado di lanciare la compilazione: Vannessa Van Basten, Infection Code e sopratutto Lento sono già tre realtà affermate e ben conosciute dagli amanti di queste sonorità borderline. A questi si aggiungono i Morkobot dei quali ammetto di non essere un grandissimo estimatore (sono fuori sintonia?) ma che in questo contesto, e con questa specifica canzone ("Zorgongollac") riescono a convincermi. Tanti invece i nomi non conosciutissimi che riescono a sorprenderci come i Tears|Before o gli Storm {O}, i primi convulsi e catartici mentre i secondi (unici a proporre un "cantato" in italiano) slabbrati e violentissimi.
Ma molto particolari anche i Sicklown e gli Psychocean (A Perfect Circle meets post?) così come una bella sorpresa gli Amia Venera Landscape (variegati ed emozionali). Chiudono il primo cd i già conosciuti (e band del mese, quindi già ampiamente approvati da Noize) Last Minute To Jaffna ed il mesto incedere dei Deflore.
Anche nel secondo cd non mancano nomi già noti ed altri invece fin'ora sconosciuti. Nella prima categoria mettiamo senza induci i Three Steps To The Ocean, anch'essi già band del mese di Noize e che con la loro "Submerged Universe" se la giocano come miglior pezzo della compilazione, gli Orbe e la loro proposta interamente strumentale, i Fog In The Shell sempre ottimi e dalle atmosfere ora rarefatte ora liquide ed i ToMyDeepestEgo. Le sorprese di questo cd hanno il nome di Viscera, senz'altro tra i più particolari, i Turquoise con un pezzo variegato e d'impatto ed i Larva che mettono la parola fine alla compilazione in maniera soffusa e... bucolica?
Tanta carne al fuoco, tanti nomi da segnarsi e di cui approfondire il discorso ed è da sottolineare come la playlist dei due cd sia perfetta. Il tutto aggratis (e con licenza Creative Commons) e tanto basta per far guadagnare a questa compilazione la palma di band/disco del mese.

Head, noizeitalia.com


Stones From The Sky Neurosound Vol.1

Da qualche tempo, in Italia, si sta creando una piccola comunità di post-corers, ovvero coloro che folgorati da band come Neurosis, Isis, Dillinger Escape Plan e Converge hanno imparato ad divincolarsi tra le piccole etichette dell'underground e le mille sfaccettature di un suono che unisce la rabbia hardcore, la psichedelia, la ricerca sonora e un incedere poderoso ma non dichiaratamente muscolare.
Stones From The Sky è il primo parto di questa comunità che vede nomi diversi con infinite sfumature, con la costante di muoversi nel sottosuolo alla ricerca di suoni mai banali.
Questo doppio CD unisce tutti quei nomi che fin da subito hanno aderito ai modelli provenienti da etichette come Neurot, Hydrahead, Relapse: Vanessa Van Basten, Lento, Morkobot, Infection Code, Tears|Before, Last Minute To Jaffna, Fog In The Shell, ToMyDeepestEgo, Three Steps To The Ocean, Jagannah, Deflore, sono nomi che i fan del genere conoscono bene unite a meno noti come StormO, Amia Venerea Landscape, Orbe, Larva, e altri per un totale di due CD colmi di musica che parte sì dal postcore ma non si preoccupa di toccare stoner, sludge, doom, prog, alternative, metalcore come da tradizione "post".
E' ovviamente un lavoro imperdibile per i fan della scena, ma allo stesso modo è un grande documento dello stato di salute dell'underground italiano di questi ultimi anni, in attesa che tutte queste band possano guadagnare ulteriore visibiltà e notorietà...
Intanto potete scaricarla gratuitamente qui.

4/5
Dale P., taxi-driver.it


NeuroSounds Vol. 1: Stones From The Sky

Finalmente online 'NeuroSounds Vol. 1: Stones From The Sky' prima compilation capace di scavare nella scena 'post' underground italiana e resa possibile grazie allo staff di NeuroPrison, forum italiano sui Neurosis e la scena postcore. Quello che colpisce è come un progetto del genere - totalmente fruibile per gli appassionati del genere – sia in grado di raggiungere tali vette qualitative. Ottima quindi la scelta dei brani ma soprattutto dei gruppi tra i quali troviamo molte facce note ai lettori del nostro portale. Sto parlando di entità convulse e geniali come Vanessa Van Basten ('La Scatola'), Last Minute To Jaffna ('Dawn') e Infection Code (' Sweet Taste Of Sickness') che abbiamo avuto il piacere di segnalare nella 'Learning Curve'. Troviamo altri nomi di cui abbiamo parlato molto bene in fase di recensione vedi i favolosi Lento ('Need') e altri ancora di cui aspettiamo una release che possa permetterci di presentarveli in modo compiuto (Incoming Cerebral Overdrive e Tomydeepestego su tutti). Due cd senza alcun calo di tensione con una prima faccia più violenta e diretta e una seconda più dilatata e sperimentale. Iniziative del genere andrebbero premiate da pubblico, label e addetti ai lavori senza distinzione di sorta. Scaricabile gratuitamente all'indirizzo www.neuroprison.blogspot.com

Divine, dagheisha.com


Stones From The Sky - Neuroprison Compilation Vol. 1

Succede raramente, ma quando succede è bellissimo. Succede di scovare nel sottobosco musicale italiano delle perle bellissime. Succede che dei ragazzi che gestiscono un forum si diano da fare e pubblichino una compilation che raccoglie tutti i migliori gruppi post-rock, post-core, post-tantealtrecose italiani. Basta andare su http://neuroprison.blogspot.com per poter scaricare gratuitamente i due dischi, X e Y che compongono questa raccolta. Oltre, ovviamente all’artwork in formato pdf. Gruppi ben noti agli amanti delle sonorità cupe, come Vanessa Van Basten, One Starving Day e Lento, si mescolano ad altri astri nascenti come Last Minute To Jaffna, Orbe e soprattutto Three Steps To The Ocean. Un tuffo nell’oscuro, un’immersione attraverso fondali tenebrosi e pesanti, per riportare alla luce alcuni dei più bei tesori italiani, autori di un genere difficile quanto affascinante. Per tutti gli amanti di Neurosis, Isis, Cult Of Luna e Today Is The Day sarà cosa dolce e piacevole scoprire di avere vicino a casa una “scena” così qualitativamente e quantitativamente pregevole.

Six Feet Over/Under


LAST MINUTE TO JAFFNA - Volume I

Attiva dal 2005, la formazione torinese dopo innumerevoli cambi di lineup, un demo di due tracce autoprodotto (2006) e due apparizioni su compilation nazionali (Desert Sounds vol.2, NeuroSounds vol.1), arriva finalmente al tanto atteso debut sulla lunga distanza, grazie alla caparbietà dei membri della band (ora ridotta a quattro elementi) e l’aiuto di piccole ma attente etichette nostrane (Concubine Records, Hypershape Records) ed estere (Swarm of Nails, Consouling Sounds).
Registrato da Roby Vitari ai Suoneria Studio di Torino come un quintetto, Volume I consta di 5 capitoli per un totale di 45 minuti che lasciano senza fiato causa l’intensità prodotta; siamo dalle parti dei Neurosis ultima fase, Earth e Cult of Luna, giusto per rendere un’idea di base, sebbene il sound della band splenda di luce propria contenendo influenze più vaste e per nulla votate ad un semplice revisionismo di nomi noti. Quattro brani dalla durata decisamente importante più un indovinato intermezzo ambientale, per certi versi accostabile al lavoro degli Isis; si parte con Chapter X, un lento e desolato incidere, a cavallo tra Earth e gli autori di “a sun that never sets”, con la calda ed avvolgente voce di Valerio pronta a condurci tra le trame di questi 13 minuti che rappresentano senza dubbio uno dei vertici del cd. Arrangiamenti semplici, apparentemente scarni, ma al tempo stesso tremendamente efficaci, mettono in luce una band pienamente consapevole delle proprie capacità e focalizzata nell’espressione sonora a lei più congeniale; l’utilizzo delle dinamiche, dei cambi di tensione ed atmosfera all’interno dei singoli brani è da formazione di caratura superiore, facente sfoggio di classe lungo tutto il platter, sia quando si tratta di dipingere fosche tinte ambientali, che nelle improvvise esplosioni di rara e deflagrante potenza. Chapter VI gioca con l’ascoltatore, mantenendolo in costante tensione per tutti i 9 minuti, sempre in attesa che arrivi l’onda d’urto finale, cosa che non avviene, con la band che controlla le nostre emozioni, ci tiene col fiato sospeso ed in perenne angoscia, e solo dopo ripetuti ascolti ci si rende conto che non vi era nulla da attendere, tutto quello che c’era da percepire era già lì sotto i nostri occhi…la tragicità e la fugacità delle nostre vite.
Chapter V, dopo pochi minuti di quiete ambientale assolutamente necessaria dopo la mazzata emotiva precedente, riapre ad atmosfere sempre ombrose ma decisamente più ariose e meno oppressive; di nuovo le clean vocals di Valerio accompagnano l’ascolto lungo un brano che più di tutti si avvicina a quel muro di suono misto a folk dalle tinte apocalittiche che solo i Neurosis nel corso degli anni sono riusciti a creare con effetti devastanti.
Chapter XI chiude le (macabre) danze, ed è forse il brano meglio strutturato e complesso, probabile indicatore di quella che sarà la via evolutiva della band in futuro; suggestivi paesaggi autunnali incastonati ad improvvise accelerazioni, con la band perfettamente a proprio agio nel dosare i vari elementi espressivi, pennellando di fino quando serve dare enfasi all’aspetto poetico del sound, ma picchiando duro e senza timori quando è necessario liberarsi e dare sfogo, alla stregua di un Jackson Pollock, a tutte le tensioni accumulate nel proprio subconscio.
In chiusura non resta che segnalare l’accattivante artwork che incornicia la confezione in digipack ed augurare ai Last Minute To Jaffna di riscuotere i consensi che meritano, del resto una band che suona così per lo meno in Italia non esiste...il resto sta a voi.

Edvard, Stones From The Sky


LAST MINUTE TO JAFFNA | Volume I

Black waves

I Last Minute To Jaffna sono stati fondati tre anni fa a Torino da musicisti provenienti da note band metal e hardcore della scena locale (L'oscura striscia nera, Noob, GPL, A Sight For Sore Eyes, Replica e Rebels Of The Neon God). Dopo alcuni demo e una lunga serie di live insieme a band del calibro di Zu, Capricorns, The Secret, Ufomammut e Il Teatro degli Orrori, che li ha fatti apprezzare anche al di fuori dei confini nazionali, la formazione è giunta alla pubblicazione di “Volume I”, debut di ottimo livello che prosegue, con maggiore consapevolezza e maturità, l’indagine delle ultime derive del post core e della psichedelica, sulla scia di Neurosis, Isis, Earth, Sunn-O))) e, soprattutto, Cult Of Luna.
“Volume I” si compone infatti di cinque capitoli sonori amplissimi, votati alla rarefazione e al riverbero, ma allo stesso tempo detonanti (molto efficace in quest’accezione la fosca complessità di “Chapter XI”) e implacabili nella propria azione erosiva. Merito anche della performance vocale di Valerio Damiano, che spesso si avvicina col proprio timbro e intensità a Steve Von Till (ascoltate l’attacco di “Chapter X”), l’album raggiunge l’ascoltatore lambendolo in maniera quasi impercettibile e scarna al primo contatto (ben congegnate le pause ambient e le sospensioni del suono), poi con una furia e una profondità sempre più oscure.
“Volume I” è un’opera ispirata e suggestiva, tuttavia troppo introversa e conclusa in se stessa. Le aperture verso quelli che saranno i percorsi futuri dei Last Minute To Jaffna sono senza dubbio percepibili, ma, una volta placati definitivamente i demoni del post core, necessitano ancora di un’ulteriore e più profonda meditazione.

3/5
Simona Conte, Kronic.it


LAST MINUTE TO JAFFNA - VOLUME I

Dall’undeground italiano arriva un’altra piacevole sorpresa in ambito noise/post-core, con i Last Minute To Jaffna, che escono in una sorta di joint venture tra diverse etichette indipendenti, presentandosi tra l’altro con una confezione a metà strada tra il digipack e lo sleevecase molto carina, minimale e perfetta per introdurre il prodotto, intitolato 'Volume I' (e a giudicare dalla qualità speriamo tutti che ci saranno degli volumi, a seguire).
Come si diceva poco sopra, siamo nei territori già battuti da altri in passato, a partire da grandi nomi come Neurosis e Isis (lo so che suona banale, ma grandi nomi non l’ho certo scritto per caso), o da altre band più o meno recenti, italiane e non.
La proposta dei Last Minute To Jaffna si compone quindi, come da copione, di una sparuta manciata di brani (cinque, per l’esattezza), la cui maggioranza tocca i nove/dieci minuti di durata; ricchi di pieni e vuoti, alternative rock-ish i primi e più metallici i secondi, la durata dei pezzi pemette al quartetto (ultima formazione dopo un turbolento periodo per la lineup) di mostrare tutte le qualità che possiede, dal songwriting all’abilità di non stufare troppo, che in un genere come questo non è facilissimo. Non è tutto perfetto, e il canovaccio all’interno del quale si muovono i tre brani più lunghi è forse troppo riciclato, ma per un debutto è tutto oro che cola. Parecchio bravi.
C’è ancora da limare, ma il futuro promette bene.

7/10
Daniele "Tormentor" Amato, Hardsounds.it


LAST MINUTE TO JAFFNA | Volume I

Atmosfere dilatate dai contorni post-core introducono l’ascoltatore nel mondo dei Last Minute To Jaffna, band che dal 2005 ad oggi ha realizzato un promo, partecipato a ben due compilation e attraversato vari cambi di line-up.

Trovata finalmente la stabilità e rodata la nuova formazione attraverso una nutrita attività live che li ha visti aprire per nomi quali Capricorns, Lair Of The Minotaur e Ufomammut, i Last Minute To Jaffna sono approdati alla realizzazione di Volume I grazie all’opera congiunta di quattro intraprendenti label, attraverso la formula della co-produzione. L’immaginario sonoro che permea il lavoro vede negli ultimi Neurosis qualcosa in più di semplici padri putativi, ma riesce a sovrapporvi un’impronta personale idonea a stemperare i richiami alla formazione di Oakland e rendere avvincente il viaggio attraverso i cinque capitoli di Volume I. Il cd, racchiuso all’interno di una confezione minimale ma al contempo decisamente curata nella sua elegante grafica in bianco e nero, acquista personalità e solidità via via che si procede con l’ascolto, soprattutto perché si aggiungono differenti input e guadagna terreno una maggiore consapevolezza delle proprie capacità da parte dei singoli musicisti. Avviene così che l’iniziale diffidenza verso un suono in qualche modo eccessivamente caratterizzato lasci il passo alla piacevole sensazione di trovarsi di fronte ad una formazione dalle indubbie potenzialità e, soprattutto, a suo agio nel comporre suite di grande impatto e tensione emotiva. Ora i Last Minute To Jaffna dovranno impegnarsi per il raggiungimento di una completa autonomia stilistica, al fine di liberare la propria scrittura da ingombranti richiami e renderla capace di compiere il definitivo balzo in avanti. Una realtà da tenere d’occhio.

3/5
Michele Giorgi, Audiodrome.it


Last Minute To Jaffna – Volume I

Dopo aver vagato per anni nei meandri dell'underground anche i nostrani Last Minute To Jaffna riescono a trovare uno straccio di contratto discografico per esporre le loro devianti idee in fatto di Doom Metal, Post-Hardcore e successive alienanti e disarmoniche visioni sonore. Non scherzo se vi dico che questo esordio intitolato Volume I non è una passeggiata di salute, è spesso (per non dire sempre) contorto, angosciante e lento nel suo scorrere imponente. Le cinque canzoni sono tutte estremamente lunghe ed è anche inutile che tentiate di capire per quale motivo nei titoli i numeri Romani non sono in ordine, è gente malata questa! Chi di voi ama passare ore immerso in un agolo buio della stanza ad ascoltare gli Earth, i Sunn 0))) oppure i Neurosis troverà qui dentro pane per i propri denti. Partendo dalla prima traccia e per tutto lo scorrere del disco si è pervasi da sensazione pregne di disagio, caratterizzate da movenze lente e trascinate a peso morto. Gli arrangiamenti ricercati ma mai troppo stucchevoli donano quel senso di malinconia distorta che è tipica di uno stile simile, per sua stessa natura non molto etichettabile. Last Minute To Jaffna è un progetto sperimentale che dimostra una grande maturità di fondo, espressa anche grazie al totale controllo sull'aspetto emotivo che la loro musica deve comunicare, una bella sorpresa.

8/10
Andrea “Burden” Benedetti, Eutk.net


LAST MINUTE TO JAFFNA - Volume I

Li Avevamo scoperti un paio di anni fa grazie a un valido promo CD e ora li ritroviamo alle prese del loro primo full-lenght, che non a caso porta il semplice titolo di 'Volume I'. Attivi nell'underground nostrano già da qualche tempo, i Last Minute To Jaffna sin dagli inizi si son fatti segnalare come una interessante realtà post hardcore sulla scia di Isis e Cult Of Luna e questa prima opera conferma del tutto le positive impressioni suscitate in passato, donandoci cinque tracce che se da un lato non offrono molti spunti davvero originali, dall'altro non falliscono nell'impresa di coinvolgere emotivamente l'ascoltatore. Il gruppo, infatti, con gli strumenti ci sa fare e certamente conosce bene il genere in questione. Ne viene fuori una tracklist solida e completa, che rilegge gli stilemi cari ai gruppi succitati con perizia e competenza. Piacciono soprattutto i momenti più melodici, nei quali anche la voce assume connotati meno esasperanti, sfoderando persino cantilene che a chi scrive hanno ricordato i norvegesi Beyond Dawn! Notevoli comunque anche le aperture più heavy, sempre nel segno di una emotività avvolgente. Insomma, un disco niente male.

7/10
Luca Pessina, Metal Hammer


Neurofest 2

Ekidna - S. Martino Secchia - Carpi (MO)

Audiodrome non poteva certo mancare al secondo appuntamento con il Neurofest, festival nato dalle menti che bazzicano il mirabolante forum Neuroprison (message board dedicata ai Neurosis, ma dove in realtà si parla un po' di tutto ciò che accade nell'ambito della musica rumorosa e post-tutto) e organizzato in collaborazione col centro culturale Ekidna e l'etichetta/distro Cyniclab.
Per fortuna che sapevo la strada, visto che la prima volta che sono andato alla nuova (ormai da qualche anno, a dire il vero) sede dell'Ekidna – suonavano i Talibam!, mi pare di ricordare – mi sono inesorabilmente perso e sono arrivato fino a Carpi, anche se a mia discolpa giocava il fatto che ci fosse buio e piovesse un pochetto. Eccomi quindi giungere nel tardo pomeriggio in quel di San Martino Secchia, sotto un cielo novembrino color nulla e tendente al piovereccio: meglio di notte a questo punto, anche se non mi sono certo recato in questa vecchio edificio scolastico (così pare) ai margini della campagna modenese per starmene con la testa per aria a guardare le nuvole. Ben consapevole che un evento del genere difficilmente sarebbe cominciato all'orario prestabilito (le 17,30, ma in questi casi è ormai prassi comune non rispettare gli orari) me la sono presa comoda, e nell'attesa che il primo gruppo del lotto salisse sul palco ho iniziato a scaldare l'ambiente con un paio di birre, gironzolando dentro e fuori dall'edificio e scambiando quattro chiacchiere con i pochi presenti che già conoscevo. Nonostante all'inizio ci fossero davvero quattro gatti, l'atmosfera che si respirava è stata fin da subito quella giusta, rilassata e amichevole, benché per qualche non ben precisato problema (pare che qualcuno non ce l'avrebbe fatta ad arrivare in tempo per suonare) la scaletta abbia subito qualche stravolgimento, costringendo i Viscera /// a salire sul palco subito dopo i Donkey Breeder, che di lì a poco avrebbero aperto le danze. E dopo l'immancabile soundcheck ecco che i quattro modenesi partono col loro robusto post-rock strumentale dai profumi progressive e psichedelici, due chitarre, un basso e una batteria che coinvolgono sin dalle prime note, grazie anche all'ottima acustica del locale: peccato solo che a vederli ci saranno state si e no dieci persone. Si arriva invece alla ventina quando salgono i Viscera ///, band cremonese che con l'ultimo album Cyclops (Soulflesh Collector, 2007) ha dimostrato di avere ben più di una freccia infuocata al proprio arco. E infatti i quattro non deludono affatto le aspettative, vomitando sul pubblico un fiume nero pece che frulla post-metal, death e grindcore, tanto violento quanto eclettico, anche se i suoni tendevano ad amalgamarsi in un unico bolo di rumore che fa male, e tanto, alle orecchie: promossi in pieno. La musica dell'apocalisse, più o meno. Un altro tipo di botta è stato quello proposto dai pistoiesi Incoming Cerebral Overdrive, vicini a certo post-hardcore "convergente" che non sfigurerebbe affatto tra le prime cose Hydra Head; l'originalità magari sta da altre parti, ma le staffilate inferte dai cinque hanno colpito davvero duro, con riff secchi e taglienti e la voce del cantante che esprimeva pura rabbia. E mentre la sala cominciava a riempirsi ben bene ecco giungere da Bologna gli Icon Of Hyemes, brutalissimo hardcore suonato a rotta di collo con invidiabile precisione (si vede che i membri sanno come maneggiare gli strumenti, specie il batterista) che alla lunga però ha rischiato di annoiare un pochetto. Dopo una pausa cena dalla durata imprecisata ma tendente all'infinito – che mi ha però permesso di mangiare un quintale di prelibato cous cous con le verdure, preparato dai ragazzi dell'Ekidna – ecco che per favorire la digestione hanno ripreso il discorso i torinesi Last Minute To Jaffna, riducendo il tasso di violenza col loro massiccio rock dalle atmosfere malinconiche, che alterna momenti di quiete, su cui scivola la voce pulita del cantante, a intense impennate di furia hardcore: non li conoscevo ma mi hanno sorpreso molto, e assieme ai Viscera /// sono stati i più convincenti dell'intero festival. I padovani Putiferio erano probabilmente la band più attesa di tutti, sia perché il loro Ate Ate Ate (Robotradio Records, 2008) è uno dei migliori dischi rock italiani di quest'anno sia per il fatto che i loro membri, senza voler fare i soliti nomi tipo Giulio Favero, sono personaggi che già hanno dimostrato in passato di saperci fare: prevedibilmente hanno dimostrato di saper tenere benissimo il palco, proponendo un abrasivo noise rock figlio degli anni '90 che non ha lasciato scampo. Forse un po' fuori contesto, ma comunque notevoli. Degna chiusura del festival con i lanciatissimi triestini The Secret, che sono tra le band più convincenti in ambito italiano gravitanti attorno al pianeta hardcore e derivati: l'ora è tarda, ma la furiosa proposta musicale dei quattro ha lasciato decisamente il segno, con gli spettatori sfiniti ma soddisfatti. Nonostante l'afflusso di pubblico non sia stato travolgente, questa seconda edizione del Neurofest può quindi considerarsi decisamente riuscita, sia per quanto riguarda l'ottima qualità generale delle band che vi hanno preso parte (a conti fatti mi sono piaciute un po' tutte) sia per il clima positivo che si è respirato. Zero tensioni – giusto il piccolo disagio causato dal cambio di scaletta - e molta voglia di stare assieme, tutti uniti sotto la bandiera nera della musica pesante, che piace tanto a grandi e piccini.

Valerio Spisani Audiodrome.it


LAST MINUTE TO JAFFNA – Volume I

Quando l’obiettivo primo di una produzione artistica è l’esprimersi, la più grande difficoltà è senza dubbio riuscire a fermare le idee prima che esse implodano. I Last Minute To Jaffna ci han provato. Nonostante i numerosi cambi di line-up, la band torinese, dà, con questo Volume I, una forma più definita al materiale accumulato nel corso della sua giovane vita, scolpendo l’esperienza live e gli ottimo spunti del precedente promo con granitici colpi di classe e buon gusto.
Dalle cinque songs non trapela nessuna frettolosa inclinazione avanguardista, ma tanta consapevolezza nei propri mezzi e conoscenza del materiale proposto. Una ricerca dall’attitudine quasi scientifica che si prefigge di trovare spunti percorribili a quel mood hardcore divenuto marchio di fabbrica dei Neurosis (post-Through Silver In Blood) senza snaturarne atmosfere e dinamiche. La finalità ultima diventa quindi avvicinare dei canovacci musicali già esistenti al proprio vissuto, alle proprie necessità espressive, al proprio background culturale.
L’intero iter del disco si dipana simmetrico attorno ad influenze ben marcate: la solenne alternanza di pieni e vuoti dei quarantacinque minuti ondeggia fra deflagrazioni rimembranti i Cult Of Luna e progressioni alla Isis; il riffing interseca doom a geometrie di matrice Tool, concedendo addirittura leggere cavalcate black e disperati assalti in stile Converge. Lo splendido avvallamento centrale ambient/drone impenna qualitativamente tutto il full-length, impreziosendolo con venature isolazionistiche (echeggianti agli oscuri paesaggi di Lustmord), ed aprendone una seconda parte decisamente superiore alla precedente. Chapter V e Chapter XI, infatti, si rivelano i brani più riusciti ed identitari dell’intero album, grazie soprattutto ad una prova vocale variegata e fortemente emozionale, che sa alternare l’urlato classico del genere con soluzioni raffinate e poco inflazionate; il gran merito del vocalist, infatti, è quello di depurare le esplosioni growl delle “convenzioni” del post-core, caricandole di phatos attraverso anticamere che rimandano tanto al sussurrato dei primissimi Calla (Chapter XI) quanto a cavernose sonorità degli anni ottanta (vedi incipit di Chapter V), dimostrazione che la lezione canora di Von Till non è l’unica via di fuga.
Ottima prima per un gruppo che mostra grande professionalità e passione, oltre, soprattutto, ad un’umiltà compositiva capace di esaltare alla perfezione l’interiorità dei suoi membri; se i Last Minute To Jaffna avranno la parsimonia di continuare il loro minuzioso lavoro di sfumature sarà lecito aspettarsi un futuro solido e portatore di belle sorprese, tanto in ambito nazionale quanto internazionale.

Marco Marzuoli, Il Barone Del Male


Last Minute To Jaffna [Volume I]

I'll be honest with you, the chronology of Torino based Melodic Doom outfit Last Minute To Jaffna's track list is slightly puzzling, but I'm sure they know what they're doing as the music they produce suggests. Slow, distorted and racked with strong feedback sounds, Last Minute To Jaffna's new release "Volume I" takes it's sweet time to reveal it's secrets with a clean and clinical air to it. Once in full flow the vocals take on a particularly raw tone as the roaring guitars build momentum and broil and churn to climax as "Chapter X" writhes it's way forward. What was once a controlled ambience is now a dominating flood of sound that engulfs your senses and ensnares your mind with powerful sounds and superb melodies.

Not one to remain static, Last Minute To Jaffna never settle. Pace changes and style variations are common not just within the album but within each song keeping you constantly guessing and always positively entertained. At their heaviest setting this Italian Doom collosus will leave you breathless as their down tuned growling fury is unleashed cataclysmically in your direction. Yet at their most toned down ambient moments they can chill the soul and haunt the dark spaces with with which you conceal yourself. The emotional bombardment combined with the menacing physical sound of Last Minute To Jaffna never ceases, hence why "Volume I" is more an understanding, a knowledge gained than a simple listening experience!

8/10
The Inquisitor, The Evil Inquisition


Last Minute To Jaffna "Volume I"

Le nom de ce groupe est cool je trouve, un coté mystico-je t'enfume qui le fait bien. L'artwork en revanche, j'ai pas trop compris le délire de la pochette avant, mais le digisleeve est carrément jolie, sobre et classieux. Ces italiens officient dans un post hardcore lourd, progressif et sombre, rappelant bien entendu les cadors du genre (Neurosis, Isis, Amen ra, etc...). Chaque pays possèdent son neurosis local, les italiens ne s'en tirent pas trop mal avec ce quintet. La production pallie peut être un peu du manque de moyen et de son, car on ne perçoit pas vraiment la trame d'une basse et de trois guitares, et on a entendu beaucoup plus grossier dans le genre (le dernier ep de Kehlvin par exemple). Mais si l'album démarre assez linéaire, il se bonifie au fils des morceaux, la 3eme plage étant vraiment le point d'orgue d'un chaos digne de Mad Max, notamment son départ ultra neurosisien. Nappes, textures et instrumentations sont parfaitement maitrisés, travaillés comme ils se doit, et on devient vite client de ce volume 1, notamment si ce style de prédilection ne fait pas peur...

PK, Pepper Zone


Last Minute To Jaffna

Uno degli esordi made in italy più interessanti dell'annata appena trascorsa è stato sicuramente "Volume I" dei torinesi Last Minute To Jaffna, band attiva dal 2005 e che si è subito imposta come una delle realtà più valide in circolazione, in particolare se si fa riferimento a sonorità legate ai termini post-metal e post-hardcore.
Era quindi doveroso approfondire il discorso con Dano (chitarre) e Valerio (voce/chitarra)...eccone il risultato:

Ciao ragazzi, finalmente dopo vari cambi di line up siete arrivati a pubblicare il vostro debut album; la domanda sorge spontanea…..come vi sentite, siete soddisfatti del lavoro svolto e di come suona l’album?
Dano: Ciao! L'essere arrivati a questo punto è indubbiamente una grossa soddisfazione, questo disco è il coronamento di tre anni di lavoro durante i quali è veramente successo di tutto, ma nonostante le difficoltà abbiamo tenuto duro e ce l'abbiamo fatta. C'è da dire che comunuque siamo abbastanza perfezionisti e puntigliosi e ci sono alcuni aspetti del disco che non ci soddisfano al 100%, ma d'altronde questo è il nostro primo album, ed è stata la prima volta in cui ci siamo confrontati con un certo tipo di situazioni; quest'esperienza sicuramente ci servirà per il futuro.
Valerio: Concordo con Dano. Anche perchè per quanto lungo e travagliato nessun lavoro potrà mai essere esaustivo, specie per noi che ci stiamo ormai abituando a lavorare in itinere a seconda del succedersi degli eventi e delle virate dei nostri gusti musicali.

"Volume I" è uscito come una co-produzione tra 4 etichette, due nazionali (Concubine ed Hypershape Records) e due estere (Swarm of Nails e Consouling Sounds); come sono avvenuti i contatti tra di voi?
D: La storia di questo disco è stata parecchio travagliata: nell'autunno del 2007 siamo stati contattati dall'etichetta francese Argghh! Records che voleva ristampare il nostro vecchio promo, ma siccome avevamo parecchio materiale nuovo, gli abbiamo proposto di far uscire l'album in coproduzione con la Concubine, che avevamo contattato nel frattempo; dopo avergli fatto sentire i provini dei pezzi e ottenuto l'ok, siamo entrati in studio ma dopo poche settimane, quando il disco non era ancora pronto, Argghh! ci ha tirato pacco in maniera decisamente poco elegante, lasciandoci come si suol dire in mutande. A quel punto ci siamo tirati su le maniche e abbiamo cominciato a contattare tutte le etichette che in qualche modo sentivamo affini finchè non abbiamo trovato Hypershape, Consouling Sounds e Swarm Of Nails. E' stato un po' un delirio fare da tramite tra persone/etichette/situazioni diverse che non si conoscevano minimamente ma alla fine della fiera posso dire che ne è assolutamente valsa la pena!

Come dicevo in precedenza fin dalla vostra formazione avete avuto delle difficoltà a tenere una line up costante nel tempo; pensate di aver raggiunto un minimo di stabilità attualmente, magari attraverso la scelta di rimanere un quartetto, o state comunque continuando a cercare un componente fisso per il ruolo di seconda chitarra?
V: Sono diversi gli aspetti pro e contro il numero dei componenti. Se pensi al fatto che per il primi mesi di vita siamo stati in sei puoi anche intuire quanto sia cambiata l'intenzione compositiva e l'approccio coi live in questi anni. Quando ci sono più teste ci si disperde facilmente, ma emerge l'aspetto orchestrale del gruppo e dal vivo puoi scatenare tutto l'inferno che hai in mente. Al contrario in quattro da un lato hai meno teste da mettere d'accordo, ma dall'altro sei costretto a semplificare gli arrangiamenti dei pezzi. Insomma, la nostra dimensione ideale rimane quella con due chitarre fisse e una jolly.
D: Diciamo che l'idea di trovare un altro chitarrista da inserire in pianta stabile nel gruppo c'è sempre, soprattutto per permettere a Valerio di concentrarsi sulla voce. D'altra parte ci siamo resi conto che è meglio essere in quattro concentrati al 100%, piuttosto che essere in cinque ma dovendo coesistere con problemi di impegno, priorità, etc come è accaduto spessissimo in passato; ci siamo abituati all'idea di suonare in quattro e abbiamo riarrangiato i pezzi vecchi per poterli suonare in questa formazione. Se in futuro troveremo una persona adatta a suonare con noi sarà la benvenuta, ma fino a quel momento rimarremo in quattro.

Come ed in quanto tempo è stato composto l’album? Avevate già tutti i pezzi pronti oppure alcune parti ed arrangiamenti sono stati definiti in studio?
D: Due pezzi del disco risalgono all'autunno del 2006, mentre gli altri sono del 2007. Chapter XI in particolare è stata ultimata poche settimane prima di registrare il disco.. In studio non abbiamo cambiato nulla se non qualche arrangiamento marginale, d'altronde non avrebbe avuto senso dato il tempo limitato che avevamo a disposizione. Chapter XIII invece è nata a registrazioni ultimate, mentre stavamo facendo la post produzione, tant'è che è stata registrata con una chitarra attaccata ad alcuni effetti, il tutto collegato direttamente alla scheda audio, senza nemmeno passare per un ampli.

Neurosis, Earth, Cult of Luna, Isis…..questi secondo me i nomi a cui è più facile accostare la vostra proposta; si nota cmq una buona personalità di base, di certo dovuta al fatto che all’interno della band le influenze vadano ben oltre i nomi che ho citato vero?
D: Si, senza dubbio. Da un lato suonando un certo tipo di musica è pressochè impossibile prescindere totalmente dai nomi che hai detto; dall'altro però i nostri ascolti spaziano a 360 gradi, dal funk al rock'n'roll, dal black metal alla darkwave, e questo senza dubbio influisce anche sul modo in cui suoniamo.
V: Diciamo che per creare qualcosa di veramente interessante dovremmo essere discretamente bipolari! :)

In che modo si è evoluto il vostro approccio compositivo rispetto agli esordi, ed in particolare ai due pezzi che componevano il demo del 2006?
D: L'approccio fondamentalmente è sempre lo stesso: si parte da uno o più riff di chitarra e si cerca di sviscerarli/svilupparli fino ad arrivare a un qualcosa che ci soddisfi. Quello che è cambiato, e molto, è il fatto che ora gli arrangiamenti sono un lavoro più collettivo rispetto al passato. Ognuno porta delle idee e se ne discute tutti assieme; magari capita che linee nate da una chitarra finiscano poi per essere usate sul basso o che Skinner se ne esca con una linea di chitarra o di voce.. Registriamo al volo le idee mano a mano che vengono fuori e poi scegliamo le soluzioni che ci piacciono di più.

La scelta dei titoli dei brani è legata semplicemente all’ordine in cui sono stati composti in via definitiva oppure c’è dell’altro?
V: potremmo dire che il riferimento diretto della numerazione è al Sépher Yetziráh ed a cinque delle XXII vie citate nella Qabbalàh, e che oltre a questi il riferimento è la relazione delle singole Sephiroth nell'Albero della Vita, avvalendosi opportunamente della permutazione (so che potrebbe risultare criptico, ma in realtà non è nulla di particolarmente complicato!)
D: oppure potremmo anche dire che effettivamente riflettono l'ordine in cui i brani sono stati terminati.. a te la scelta :)

In fase di recensione ho scritto che Chapter XI emerge come il vostro brano meglio composto e strutturato fino ad ora; può essere visto come una sorta di indicazione per la vostra evoluzione futura?
D: Per quanto mi riguarda è il pezzo del disco che preferisco, perchè trovo che sia quello in cui le varie anime di quella formazione fossero meglio amalgamate; tra l'altro come ho detto prima è stato l'ultimo brano finito prima di registrare, quindi è naturale che tra i pezzi del disco sia quello più simile al materiale che abbiamo scritto negli otto mesi in cui siamo stati fermi nell'attesa che uscisse il disco.

Come sapete noi di Neuroprison siamo sempre molto attenti e curiosi per quanto riguarda la strumentazione utilizzata delle band; come avete quindi raggiunto il sound dei pezzi ed è era proprio questo il risultato finale che vi eravate prefissati?
D: A posteriori, il suono dei pezzi è una di quelle componenti del disco di cui non siamo pienamente soddisfatti. Un po' per questo motivo, un po' per un fatto di crescita/ricerca, dopo il disco tutti quanti abbiamo cambiato strumentazione, proprio per cercare di avvicinarci sempre più al suono che abbiamo in testa.

Sappiamo che all’interno della band siete coinvolti in vari side-project; parlatecene un po’ e forniteci qualche news a tal proposito…
V: Attualmente suono la chitarra nei The Sieropositives (r'n'r-core) coi quali di fatto facciamo quasi esclusivamente saltuarie e particolari performance live. Oltre a questo sia io che Skinner stiamo collaborando con LK nel suo progetto electro-rock che mescola le più disparate influenze, dai Nine Inch Nails ai Notwist, dai Radiohead ai She Wants Revenge.
D: Skinner è anche il bassista/cantante dei The Andersons, trio stoner'n'roll con cui sta registrando un album, e suona da qualche mese la batteria in un progetto rockabilly, i Sumerian Shankies. Io invece suono il basso negli Erodes, con cui facciamo roba tra Minus The Bear, Russian Circles e Norma Jean. Prima o poi dovrebbe uscire uno split coi pescaresi Unaware e più in là un disco intero, del quale stiamo registrando dei provini proprio in questi giorni.

Passiamo ora al versante lirico… di cosa trattano i vostri testi? Vengono concepiti come un fondamentale complemento della vostra musica o si collocano si di un livello meno importante?
V: Prima di tutto mi piace ribadire che anche la voce nasce dal concorso d'idee di noi tutti interpretate solo in fine da me. Detto ciò, fatta eccezione delle nenie che prendono forma assieme ai riffs portanti del brano dove è più forte il peso del suono delle parole, in realtà il testo conclusivo vero e proprio arriva sempre alla fine della composizione definitiva del brano. Sia perché è più facile conformare le parole alla musica che il contrario, sia perché spesso si riesce ad avere ben chiare in mente delle immagini piuttosto che delle parole in particolare. Infatti è proprio sul trittico immagine-significato-suono che punto sperando di trasmettere qualche germe di emozione.

L’artwork è molto particolare, da chi è nata l’idea di base? E’ da ritenersi come uno specchio dei pezzi contenuti all’interno oppure è nato da un tema visuale a sé stante?
D: L'idea dell'artwork è nata guardando le sete di Mariano Fortuny, mentre il logo è stato fatto da Giuseppe Teofilo. Ci siamo messi a sviluppare le idee con l'aiuto della nostra amica Lou-C, e poi Kevin della Swarm Of Nails (che fa anche il grafico, col moniker Kaosworks) ha dato la quadra finale al tutto. E' nato separatamente dai pezzi, ma riprende due concetti importanti per la nostra musica, l'oscurità e il mare.

So che molti ancora se lo chiedono quindi vi ripropongo la famosa domanda: perché e cosa significa il monicker Last Minute To Jaffna?
D: Non ha un significato preciso. Jaffna è un'isola davanti all'omonima città dello Sri Lanka che è stata semi-cancellata dallo tsunami del 2004; il gruppo si è formato un paio di mesi dopo quegli eventi, e Last Minute To Jaffna ci è piaciuto subito, perchè da un lato suonava bene e dall'altro richiamava la forza della natura. Dopodichè lasciamo completa libertà di interpretazione, ci piace il fatto che ognuno possa dare un proprio significato al nome...
V: in effetti potremmo anche pubblicare un libro con le diverse interpretazioni e premiare le più originali! :D

Arriviamo a quella che da sempre è una nota dolente, in particolare in Italia; come pensate di promuovere il disco? Avete delle garanzie o cmq delle buone sensazioni in proposito?
D: Diciamo che il modo migliore che un gruppo ha per promuovere un disco, soprattutto adesso che i dischi si vendono molto meno che in passato, è quello di suonare in giro, ovunque e comunque, e quindi ci stiamo attrezzando per suonare in giro il più possibile nei prossimi mesi; al di là di questo, il fatto che il disco sia uscito in coproduzione tra più etichette sta dando buoni frutti, nel senso che sfruttando i canali delle varie etichette abbiamo molta più visibilità, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione: per farti un esempio stupido, vedere il nostro disco nel catalogo Conspiracy Records è stata una gran bella soddisfazione! Un'altra cosa positiva è che per quanto fondamentalmente siamo un gruppo esordiente, il lavoro di promozione fatto col vecchio promo e le due compilation a cui abbiamo preso parte (Desert Sounds e Stones From The Sky) è servito parecchio, tant'è che diverse webzines hanno espressamente richiesto il cd per poterlo recensire; in generale stanno arrivando buoni riscontri dai giornali e dalle zines e questo non può che farci molto piacere.

Credete che, per una band come la vostra ma in generale un po’ per tutto l’underground italiano legato ad un certo tipo di sonorità, per così dire “di confine”, sia più gratificante e conveniente cercare consensi e possibilità di suonare all’estero?
D: Bè sicuramente in un'ottica di crescita è inevitabile finire per confrontarsi con la scena internazionale, all'interno della quale le realtà italiane per un motivo o per l'altro contano poco o nulla; non credo sia un caso se gruppi italiani conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo come Raein, La Quiete, Ufomammut, Larsen o The Secret (per tacere dei Lacuna Coil!) siano riusciti a valicare le Alpi appoggiandosi a etichette/realtà estere. Ma attenzione, non è che all'estero sia tutto rose e fiori, anzi!
V: C'è anche da dire l'arcinota esterofilia italica fa sì che qualsiasi band che sia riconosciuta ed abbia fatto esperienza all'estero acquisisca automaticamente credibilità anche qua da noi..

Come vedete quindi la situazione italiana dal punto di vista delle band in circolazione attualmente? Io credo che da qualche anno a questa parte la situazione si stia muovendo non poco, grazie a diverse realtà davvero molto valide e che poco hanno da invidiare a formazioni internazionali ben più blasonate...
D: Anche qua, vale un po' il discorso di prima. In Italia negli ultimi anni è uscita una miriade di ottimi gruppi (tant'è che da varie parti all'estero si comincia a guardare con interesse a questa New Wave Of Italian Psychedelic Music), che però non vengono valorizzati: in Italia non esiste una scena vera e propria, intesa come circuito di locali, radio/stampa specializzati che si interessano ai gruppi, etc etc; ci sono tante piccole realtà che si sbattono un casino e spesso si aiutano a vicenda, ma per fare un esempio pratico non è un caso se festival di rilievo mondiale come il Roadburn o l'Hellfest si tengono all'estero e non in Italia. E' un problema italiano legato alla musica in generale sul quale si potrebbe parlare per ore, per cui sembra che la musica che non è pop (e quindi con forte appeal commerciale) o colta (classica/jazz) sia spazzatura. E' così da tantissimo tempo e ho paura che non cambierà molto in fretta. Premesso questo, al di fuori del circuito mainstream (per il quale valgono considerazioni ben diverse) frasi come "questo gruppo italiano può competere ad armi pari coi gruppi esteri" secondo me lasciano un po' il tempo che trovano: è come se ci fosse un complesso di inferiorità, sembra quasi che trovare un gruppo figo in Italia sia un'impresa impossibile, alimentando l'esterofilia ital(id)iota e questo si ritorce ancor di più contro le nostre bands. La realtà dei fatti invece è che in Italia ci sono degli ottimi gruppi così come ci sono gruppi scarsi, e lo stesso vale per gli Usa, per la Germania, per la Cina, l'Australia e tutti gli altri paesi del mondo. Sono dell'idea che i gruppi che hanno veramente qualcosa da dire escono comunque, vedi l'esempio delle band che ho citato prima. Qui in Italia sicuramente ci sono difficoltà che in altri paesi non ci sono; ma sicuramente è vero anche il contrario: per esempio, se è vero che un gruppo inglese quando sfonda, sfonda in tutto il mondo, è anche vero che un gruppo inglese per sfondare deve superare una concorrenza agguerritissima: se vai a Londra, sembra che tutti abbiano un gruppo, e inserirti in determinati circuiti non è per niente facile.. Scusa il pippotto e la logorrea, ma è una questione che mi sta a cuore :)
V: A quello che di giusto ha detto Dano vorrei aggiungere che il problema delle band in circolazione in Italia è secondo me più sistemico. Per meglio dire, le band emergenti in Italia, per quanto valide come quelle estere, restano tali per secoli perché nel nostro paese sulla musica non mainstream semplicemente non si riesce a far girare soldi. Sembra un'affermazione capitalistica, ma è la realtà che ho riscontrato con i musicisti ed addetti ai lavori con i quali mi è capitato di parlare. In questo circolo vizioso convivono due opposti: una casta che gestisce e guadagna monopolizzando il music-biz e chi è costretto a fare musica solo per diletto non potendo campare d'aria. E questo purtroppo non riguarda soltanto generi “estremi” come il nostro, ma un po' tutta la musica italiana.

Come avete vissuto la partecipazione alla seconda edizione del Neurofest? Siete rimasti soddisfatti dell’esperienza e del riscontro da parte dell’audience presente?
D: Sicuramente il Neurofest è stata una delle belle cose che ci porteremo dietro del 2008. Il dispiacere per aver dovuto rinunciare alla prima edizione era stato fortissimo, ma l'aver suonato quest'anno ci ha ripagato con gli interessi. Personalmente è stata una grossa soddisfazione per tutta una serie di motivi, dal bill decisamente spaccaculi, al fatto di aver rivisto tanti amici e non ultimo l'aver ricevuto molti commenti lusinghieri. Per ricollegarci a quanto detto in precedenza, il Neurofest è uno di quegli appuntamenti che aiutano attivamente la creazione di una scena, il solo fatto che tra il pubblico ci fossero persone che si sono fatte centinaia di km per esserci lo testimonia; quindi chi si sporca le mani per organizzare eventi del genere, nella fattispecie Neuroprison, Ekidna e Cyniclab, va ringraziato e supportato.

Ok ragazzi è tutto, vi faccio un grosso in bocca al lupo sperando che questo debut vi faccia riscuotere l’ attenzione che meritate. Alla prossima!
V: Crepi sempre ... grazie a voi!
D: Crepi il lupo, e grazie ancora a te e Neuroprison per lo spazio concesso!

Edvard, Stones From The Sky


Last Minute To Jaffna - Volume I

Interessante il debutto di questo gruppo torinese che si iscrive alla lista dei seguaci dei Neurosis. Facile capirlo dal modo cupo e tormentato con cui interpretano la musica come un moto ondoso fatto di placide digressioni che servono a caricare la dinamo e rilasciare la tensione. Le lunghe composizioni infatti vivono di raccolti momenti acustici, ambient e crepuscolari, per poi deflagrare in crescendo metal potentissimi. Il loro suono è misterioso ed ombroso, la voce, growl e scontrosa, si sentono detriti death nel loro background. Sanno però ammaliare in virtù di un fascino notturno e psichedelico che attiene ai migliori interpreti post hardcore del genere come Tool, Isis, Cult Of Luna e Callisto. Il talento c'è, e se riusciranno a sviluppare una direzione più personale prevedo un luminoso futuro per loro.

7/10
Stefano Cerati, Rumore


Last Minute To Jaffna - Volume I

Il debut album dei torinesi Last Minute to Jaffna non può e non deve finire facilmente nel dimenticatoio, "Volume 1" difatti fa di loro la band del mese per la seconda volta (la prima occasione fu quella del mini Promo 2006 ), cosa mai riuscita a nessun gruppo fino ad ora. Cinque capitoli di fuoco Post-Hardcore dove i Nostri smussano gli angoli per trovare la quadratura del cerchio nelle palesi influenze Neurosisiane: migliora la produzione che rende giustizia in primis ad una voce convincente e protagonista come quella di Valerio Damiano, abile ugola dal timbro somigliante a Von Till ma che sfuma nei passaggi più ambientali e crepuscolari in derive a-là Nick Cave. Danilo Battocchio alla chitarra da corpo agli svariati strati musicali che compongono l'album e si dimostra versatile e assolutamente capace nel gestire il modus operandi intrapreso in questa ultima fatica.

Neurosis abbiamo detto, ma anche Cult of Luna e Isis nelle corde della band, con il minimale e ottimo lavoro svolto dalla sezione ritmica formata da Matteo Battocchio (basso) e Andrea Pellegrino (batteria) a infoltire le ammalianti atmosfere: le strutture delle lunghe composizioni (siamo sui nove minuti abbondanti di media) sono molto simili e si prende familiarità con le tracce sin dai primi ascolti. Da brividi ad esempio l'inizio dell'opener "Chapter X", che comincia flebile e si "allarga" in territori Tooliani per poi esplodere nelle tormentate lande dei Breach e dei sopracitati mostri di genere. "Chapter VIII" spezza l'andamento del platter e mette in mostra tutto l'amore dei membri della band per una certa vena ambient che non è sicuramente posizionata in secondo piano anche durante tutto il disco.

Gli amanti del genere hanno trovato (rimanendo in italia) un ottimo album, che non allarga di certo gli orizzonti musicali dei territori in cui si muove ma utilizza al meglio le cose più belle dei movers della scena per ottenere un sound monolitico ed efficace. Meritovoli di attenzioni da parte di tutti, i Last Minute to Jaffna sono l'ennesima realtà "esportabile" e che invidieremmo se non fosse nostra. Io li aspetto al varco: se insaporiranno le loro ottime capacità con un sound ancora più personale non posso che aspettarmi i fuochi d'artificio.

7/10
$3phyroth, Noize


LAST MINUTE TO JAFFNA - Chiudete Gli Occhi E Alzate Il Volume

Ancora nascosti nell’underground torinese, i Last Minute To Jaffna hanno tutte le carte in regola per far parlare ancora tanto e bene di sé. Suonano un post hardcore profondo e introspettivo, il loro percorso artistico è agli inizi e i ragazzi non sembrano essere spaventati dalle difficoltà che per forza di cosa deve affrontare chi vuole proporre questo genere di musica, al giorno d'oggi. Volentieri abbiamo intavolato una bella chiacchierata via mail con Valerio e Dano, principali menti compositive di questa band, ragazzi modesti e maturi, con un solo obiettivo: suonare, suonare e ancora suonare!

CIAO RAGAZZI, PRIMA DI TUTTO VI FACCIO I COMPLIMENTI PER IL VOSTRO “VOLUME I”. VOLETE TENTARE DI SPIEGARE CON PAROLE VOSTRE IL SOUND DEI LAST MINUTE TO JAFFNA AI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCONO?

Dano: "Domanda da cento milioni! Direi musica d'atmosfera senza essere ambient, musica emozionale senza essere emo, a volte eterea, altre rocciosa... ".

COME MAI AVETE SCELTO “VOLUME I” COME TITOLO DEL VOSTRO PRIMO ALBUM? E’ L’INIZIO DI UNA SAGA?
D: "Sicuramente il disco avrà un seguito, ma non so dirti se il prossimo si chiamerà 'Volume II' o avrà un altro titolo. Semplicemente, 'Volume I' era il titolo più appropriato per questo album essendo il nostro debutto, e richiamava un po' le grandi opere rock degli anni '60/'70...".

PERCHE' LE CINQUE TRACCE DEL VOSTRO ALBUM PORTANO TUTTE IL NOME “CHAPTER” E SOPRATTUTTO, QUAL È IL MOTIVO PER CUI QUESTE SONO IN ORDINE SFASATO?
D: "Le tracce sono in quest'ordine perché era quello che a nostro avviso dava più respiro al disco. Abbiamo cercato il più possibile di far fluire il disco come un unicum, un qualcosa di organico, non come una semplice raccolta di pezzi: di qui la scelta di mettere rumori/suoni a legare le singole tracce e quella di intitolare i pezzi come se fossero capitoli diversi di uno stesso libro".

TROVO LA VOCE DI VALERIO PARTICOLARMENTE ESPRESSIVA E TRASCINANTE, INSERITA MOLTO BENE TRA L’ALTRO NEL CONTESTO DELLE ARCHITETTURE SONORE. DI COSA SI PARLA NEI CINQUE CAPITOLI DI “VOLUME I”?
Valerio: "A questa domanda posso rispondere io direttamente. In ogni singolo pezzo il tema è differente come è diverso il modo in cui si rapporta la voce col brano. Mi piace descrivere immagini o gesti ed affiancarli ad aforismi incompiuti. Quello che unirebbe il tutto è la suggestione indotta all'ascoltatore. Diciamo che mi piace spargere indizi, ma il senso vero e proprio è solo nella testa di chi legge".

LE VOSTRE CANZONI SONO LUNGHE E ARTICOLATE... COME AVVIENTE IL PROCESSO COMPOSITIVO DI OGNI TRACCIA?
D: "Di solito partiamo da uno o più riff di chitarra che cerchiamo di sviluppare il più possibile. Registriamo tutto quello che ci viene in mente (melodie, armonie, ecc.) e poi scegliamo le soluzioni che ci piacciono di più. Una volta che il pezzo è ultimato dal punto di vista strumentale, allora interviene la voce".

NOTO CHE GLI AUTORI DELL’ARTWORK SIETE VOI STESSI, C’E’ UN ARTISTA ANCHE IN QUESTO SENSO TRA DI VOI, O E’ DAVVERO QUALCOSA CHE AVETE CURATO INSIEME?
D: "L'artwork è nato grazie al lavoro di più persone, non solo il nostri. L'ispirazione ci è venuta guardando i tessuti di Mariano Fortuny; lavorando su questa base assieme ad alcuni amici, Lou-C e Giuseppe Teofilo (creatore del nostro logo), siamo arrivati alla copertina. Il tutto è stato poi ultimato da Kevin della Swarm Of Nails (una delle etichette che hanno coprodotto il cd)".

SCORRENDO LA (ANCORA BREVE) STORIA DELLA VOSTRA BAND NOTIAMO VARI CAMBI DI LINE UP. ERAVATE PARTITI NEL 2005 COME SESTETTO, MENTRE OGGI SIETE IN QUATTRO. E’ DIFFICILE TENERE UNITA E COESA UNA BAND CHE VOGLIA ANDARE NELLA STESSA DIREZIONE, VERO? QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFICOLTA’ CHE AVETE INCONTRATO FINO AD OGGI?
D: "Direi che la difficoltà maggiore è sempre stata quella di riuscire a star dietro agli impegni del gruppo in maniera costante. Prove, concerti e tutto il resto portano via parecchio tempo ed energie, e siccome ormai siamo tutti attorno ai trent'anni è comprensibile che ad un certo punto uno scelga di dedicarsi ad altro piuttosto che a sbattersi a destra e a manca per suonare... è una questione di priorità".

COME MAI AVETE DECISO DI PROSEGUIRE COME QUARTETTO E DI NON RIMPIAZZARE GLI ELEMENTI CHE HANNO LASCIATO LA BAND?
D: "In realtà non è che abbiamo deciso di proseguire come quartetto, diciamo piuttosto che abbiamo deciso di non fermarci per cercare un sostituto. Tutti siamo dell'idea che la dimensione ideale del gruppo sia a due chitarre fisse più una jolly (quella di Valerio), ma finché non troveremo una persona adatta tireremo avanti in quattro. Anche qua è una questione di priorità: noi vogliamo andare avanti nel nostro percorso, in quattro o in cinque poco importa. Come si suol dire: meglio pochi ma buoni".

I LAST MINUTE TO JAFFNA SONO UNA DELLE TANTE VALIDE BAND ITALIANE ANCORA NASCOSTE NELL’UNDERGROUND. SECONDO VOI QUALI SONO I MOTIVI PER CUI EMERGERE, ANCHE IN AMBITO METAL, SOPRATTUTTO QUA IN ITALIA E’ COSI' DIFFICILE?
D: "Uh, questa è una gran bella domanda! Direi che non c'è un motivo vero e proprio per emergere, ma la somma di tutta una serie di fattori. Suonare è un modo di esprimersi, ed è bello vedere gente interessata a quello che si ha da dire. Dopodiché basta mettersi d'accordo su cosa voglia dire emergere: se per emergere intendiamo diventare un gruppo che vive della propria musica, sarebbe bellissimo ma credo che avremmo dovuto intraprendere una strada diversa, visto che nemmeno gruppi come Converge o Neurosis riescono a vivere esclusivamente della propria musica; se invece emergere vuol dire avere la possibilità di portare la propria musica di a più persone, be', allora mi sembra un motivo più che valido".

E’ STATO DIFFICILE TROVARE QUALCUNO CHE VI PRODUCESSE?
D: "Non troppo, per fortuna. Dopo aver ricevuto un pacco incredibile dalla Argghh! Records, la Concubine ci ha subito dato il suo appoggio, e quando li abbiamo contattati anche i ragazzi di Hypershape sono stati molto disponibili; la parte più complicata è stata riuscire a trovare delle etichette estere disponibili a coprodurci, per noi era molto importante. Un altro aspetto complicato della coproduzione è stato il fatto che ci siamo trovati a fare da tramite tra persone e realtà diverse, che non si conoscevano nemmeno. E' stato un po' delirante ma è stata una bella esperienza, ne è decisamente valsa la pena".

IMMAGINO CHE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI SVOLGIATE UN LAVORO. QUANTA FATICA VI COSTA E SOPRATTUTTO COSA VI SPINGE A PORTARE AVANTI UN PROGETTO COME QUELLO DEI LAST MINUTE TO JAFFNA?
D: "Come dicevo prima, il gruppo fagocita molte risorse, anche a livello economico. Se tiriamo avanti è per la passione, il divertimento, le emozioni che il suonare ci dà".

MOLTI FORSE NON SANNO CHE AVETE GIA’ SUONATO IN APERTURA A BAND COME CAPRICORNS, LAIR OF MINOTAUR E IL TEATRO DEGLI ORRORI, E CHE SIETE STATI A SUONARE IN GERMANIA, AUSTRIA E SVIZZERA. QUALI PROGETTI CI SONO PER IL VOSTRO FUTURO DAL PUNTO DI VISTA DELLE ESIBIZIONI LIVE?
D: "Suonare, suonare, suonare! Stiamo cercando di organizzare più date possibili, perché per un gruppo come il nostro suonare in giro è l'unico modo per farsi conoscere. Stiamo organizzando una bella serie di date per la primavera, quindi invito tutti quelli che hanno apprezzato il disco a rimanere sintonizzati sul nostro sito (www.lastminutetojaffna.com) e a farsi vedere non appena capiteremo dalle loro parti".

Emilio Cortese, Metal Italia


Last Minute To Jaffna - Volume I

L'appena terminato 2008 ci ha regalato delle piacevoli sorprese e delle attese conferme per quanto riguarda il panorama italiano. I piemontesi Last Minute To Jaffna appartengono alla seconda categoria in quanto avevano già dimostrato di possedere stoffa da vendere con il promo di due pezzi rilasciato nel 2006 e reso disponibile in download gratuito tramite il loro sito. Il loro postcore debitore tanto ai Neurosis quanto ai Cult Of Luna si era dimostrato ricco di spunti e l'attesa per un lavoro sulla lunga distanza si faceva carico di promesse.
Promesse mantenute perchè i cinque lunghi pezzi (comprese le due songs del promo) proposti in questo "Volume I" confermano le belle parole spese nel recente passato. I LMTJ sanno come creare atmosfere ricche di tensione, tenerti sulle spine per poi tramortire i sensi con sferzate furiose. Prendete l'iniziale "Chapter X": la partenza calma e riflessiva ricorda i Neurosis più malinconici di "The Eye of Every Storm". Poi il sangue inizia ad andare alla testa, l'accelerazione è paurosa e le ferite iniziano a schizzare sangue. La parte finale è pura resa incondizionata... l'accettazione del dolore passa per ritmiche serrate e rutilanti. Netta rispetto al promo del 2006 la sensazione di crescita dei LMTJ: l' "upgrade" maggiore lo si trova nella performance vocale di Valerio il quale varia ed amplia enormemente il suo range d'azione, veramente d'atmosfera ad esempio le parti pacate proprio della già citata "Chapter X" o di "Chapter V". Ma in generale sono gli ottimi arrangiamenti a dare una marcia in più a questo lavoro, la stratificazione del suono è importante e curatissima nei dettagli.
Non sappiamo quanto durerà l'hype delle così dette sonorità post, di certo i Last Minute To Jaffna firmano uno dei migliori lavori di genere proveniente dalla nostra penisola e ci auguriamo che la crescita della band piemontese continui anche nei lavori futuri. Acquistate questa offerta last minute senza indugi!

8/10
Davide Perletti, Perkele.it


LAST MINUTE TO JAFFNA Volume I

Sono torinesi, i LMTJ, e si buttano in un post- hardcore dai tempi cadenzati e dilatati, e parecchio oscuro; i pezzi nel cd (5) sono quindi molto lunghi tranne uno di 3 minuti scarsi, con l’opener che tocca i 13 minuti, per coordinare stilistiche che si snodano lungo tutto il lavoro tra Neurosis, Tool e Isis.
Nati nel 2005, hanno alle spalle un promo ep che ha fatto ben parlare di loro dalla stampa specializzata, e li ha fatti suonare in Italia e all’Estero con bands come Ufomammut, Zu e molti altri. Nel 2008 esce il loro primo album – Volume I, appunto sotto le etichette italiane Concubine records e Hypershape records, che collaborano con la Francese Swarm of Nails e la Belga Consouling sounds.
Nonostante la lunga durata dei pezzi e la velocità media abbastanza lenta, la band non annoiae , anzi, è un vero piacere ascoltarli. L’album, è un disturbante abisso nero che ti strappa via l’anima e ti aliena da ogni realtà.
Forse è presto per parlare di capolavoro, ma questi ragazzi ci sono dannatamente vicini.

85/100
Jurgen, Underground Zine


Last Minute To Jaffna - Volume I (2008)

Für alle Fans der etwas härteren Gangart habe ich dieses mal etwas ganz besonderes: Last Minute To Jaffna spielen auf Volume I ihre ganz eigene Version von Postcore, gemischt mit minimal Noise, Ambient, Postrock und Sludge. Auf Grund der durchschnittlichen Songlänge von ungefähr 9 Minuten klingt das ganze jedoch immer homogen und niemals überladen.
Bis auf das Interlude Chapter VIII besitzen alle Songs eine sehr dynamische Struktur: zarte Postrock-Klänge werden durch Riff-Gewitter oder Doublebass-Attacken zerstört, verzerrte Gitarren lösen sich in Ambientsounds auf. Diese Dynamik wirkt jedoch niemals gezwungen oder unnatürlich sondern ist immer eine logische Weiterführung des Songs.
Weiter fällt positiv auf, dass sich das ganze Album anhört, als würde es nur aus einem überlangen Track bestehen, was auch die fehlenden Tracknamen erkären würde (die Songs heißen Chapter X, VI, VIII, V, XI). Die Vocals sind immer angemessen, niemals brutal oder weinerlich, sondern der musikalischen Situation angepasst... und zum Beginn von Chapter V erinnert der Gesang an Alice in Chains... mich zumindest.
Das Album der vier Turiner ist bei bei den Labels Concubine Records, Swarm Of Nails, Hypershape Records und Consouling Sounds erschienen und ist bei diversen Händlern erhältlich (siehe unten). Wer jetzt neugierig geworden ist, kann sich das Album bei einem dieser Händler bestellen, wer mal reinhören will ist dieses mal auf Myspace oder LastFM angewiesen.. es lohnt sich trotzdem ;)

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For all of you out there who like their music heavy as a ton of bricks I have something very special: Last Minute To Jaffna invented their own blend of Postcore on Volume I, mixing Post Hardcore with Minimal Noise, Ambient, Postrock and Sludge. And because their songs are averagely nine minutes long they don't ever sound inwardly torn (what can happen if there are too many different styles).
All of the songs, except Chapter VIII, which is an ambient interlude, do have a very dynamic structure: delicate Postrock sounds are destroyed by a thunderstorm of riffs and double bass, distorted guitars dissolve into ambient sounds. The inherent dynamic never sounds forced, it always makes perfect sense for the songs.
The whole record sounds like it were one 45 minute long track, which I like very much and what might explain why the songs don't have distinctive titles (they carry the titles Chapler X, VI, VIII, V, XI). The vocals are always appropriate, never too brutal or too whiny, always adapting to the current musical situation... and in the beginning of Chapter V the vocals remind me of Alice in Chains, which I really like.
The four guys from Turin released their LP through Concubine Records, Swarm Of Nails, Hypershape Records and Consouling Sounds and it is distributed by different stores (which you can see on the bottom of this article). Who now wants to listen to this band either has to order a copy or visit their Myspace page or LastFM, which I would definitely recommend ;)
85/100
Branches, Postrock Community


Last Minute To Jaffna

In procinto di girare la penisola per far conoscere in ogni angolo il loro debut album Volume 1, Sephi si è fatto una chiacchierata col chitarrista Dano dei Torinesi Last Minute to Jaffna. Ne escono impressioni, curiosità e tanto altro..

Dano i Last Minute to Jaffna sono la prima band meritevole di essere nominata per ben due volte come nostra BOTM, evento unico in otto anni di Noize: qualcosa vorrà pure significare? io dico dedizione e impegno, tu invece?
Io penso che sia stato più una casualità che altro, nel senso che di ottime bands che lavorano con impegno e dedizione ce ne sono tantissime; prima o poi doveva capitare a qualcuno ed è capitato a noi. La cosa ci fa molto piacere, ma credo che capiterà presto anche ad altre bands.

Spiegaci la gestazione dietro alla realizzazione del vostro primo full: come e in quanto tempo avete strutturato, registrato e mixato il vostro lavoro?
I pezzi sono stati composti nell'arco di un anno: due risalgono all'autunno 2006, uno alla primavera 2007 e uno è stato ultimato nell'autunno successivo, poche settimane prima di registrare il disco. Chapter VIII merita un discorso a sè: abbiamo deciso di registrarla e inserirla sul disco mentre eravamo in postproduzione. Dal vivo Valerio già faceva intermezzi ambient con chitarra ed effetti, così abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere un momento di pausa in mezzo al disco per dargli respiro e far rifiatare l'ascoltatore. Detto questo, il processo di registrazione e mixaggio è stato relativamente veloce e indolore, abbiamo registrato tutto in una settimana nel dicembre 2007 e mixato in quattro giorni nel gennaio 2008. A marzo avevamo il master, e per le classiche lungaggini di percorso il disco è uscito a settembre.

Qual' è il progetto relativo a Volume 1? titolo e nomenclatura di ogni traccia sono esemplificativi in tal senso.
Non c'è un concept preciso dietro al disco, ma volevamo che passasse come album nel vero senso della parola, come un qualcosa di organico, non come una semplice raccolta di pezzi. Di qua la scelta di chiamarli come fossero i capitoli di uno stesso libro, del nostro primo volume.

La vostra formazione è spesso cambiata nel corso degli anni, anche recentemente, subito dopo aver ultimato il disco vero?
Si, il cambio di line-up è decisamente il nostro sport preferito! Diciamo che non è facile riuscire a star dietro agli impegni di un gruppo e a farli collimare col resto delle proprie cose, quindi capita che qualcuno preferisca concentrarsi su altro. L'impegno è serio e quindi è importante remare tutti nella stessa direzione: siamo tutti attorno ai fatidici trent'anni e il tempo dei cazzeggiamenti è finito da un pezzo.. ormai sono circa sei mesi che proviamo in questa formazione e devo dire che stiamo trovando la nostra dimensione.

Dano che riscontri avete avuti all'estero dopo l'uscita del disco? ci sono stati diversi pareri anche lontano la nostra penisola?
Per ora i riscontri sono decisamente positivi, e ci fa molto piacere. Vuoi per le distribuzioni "ufficiali", vuoi per il peer to peer (che, guardiamo in faccia la realtà, per gruppi come noi è più d'aiuto che altro) stanno arrivando buoni riscontri da ogni parte d'Europa e dagli States. Ora sta a noi battere il ferro finchè è caldo, speriamo tra estate e autunno di fare un po' di date fuori dall'Italia.

Parlando delle sonorità dei vostri pezzi ho notato una certa vena ambient aleggiare su tutte le vostre composizioni, elemento sempre presente ma mai in maniera invasiva. Pensi che le prossime vostre canzoni possano svilupparsi ulteriormente in questa direzione?
Sinceramente direi di no, o per lo meno non nel senso comunemente associato alla parola ambient. I pezzi nuovi su cui stiamo lavorando da un anno a questa parte sono probabilmente più atmosferici rispetto al passato, ma non credo proprio di poterli definire ambient. Diciamo che c'è meno noise e più psichedelia.

Dano raccontaci dei deal con le piccole label che hanno portato a questa cooperazione a tre per la produzione del vostro debut album: come si sono succeduti i contatti e come siete arrivati a questa soluzione?
Fondamentalmente volevamo che il disco fosse promosso e distribuito fuori dall'Italia. Non per esterofilia itali(di)ota ma, semplicemente perchè è normale per un gruppo cercare di uscire dal proprio orticello e confrontarsi con realtà più grosse. Abbiamo contattato diverse etichette che sentivamo vicine a noi e alla fine siamo riusciti a chiudere l'accordo con Concubine, Hypershape, ConSouling e Swarm Of Nails.

Avete pianificato un tour promozionale nel breve periodo?
Non un tour vero e proprio, ma stiamo suonando parecchio in giro in questi mesi. Stiamo cercando di organizzare delle serie di date all'estero per i prossimi mesi, come dicevo prima per noi è molto importante avere la possibilità di uscire dall'Italia; le poche volte che l'abbiamo fatto abbiamo avuto riscontri decisamente positivi, quindi ora vogliamo provare a fare qualcosa di più sostanzioso.

A proposito di live, ne avrai vissute mille di situazioni particolari, perché non ci racconti aneddoti o episodi particolari che ti hanno visto protagonista in questi anni da musicista (con i Last minute oppure con altri gruppi)?
Ce ne sarebbero tantissimi, troppi da raccontare in questa sede. Quando suoni in giro conosci i personaggi più assurdi e ti cacci nelle situazioni più improbabili.. è il bello della diretta no?

Quali sono invece i momenti migliori che conserverai per sempre dentro di te parlando invece del percorso dei Last Minute to Jaffna che ti ha visto sempre protagonista?
Sinceramente penso e spero sempre che i momenti migliori siano ancora da venire, se no penso che appenderei la chitarra a un chiodo e mi dedicherei ad altro. Al di là di tutto la cosa per cui sono più grato alla musica è stata l'avermi fatto conoscere tante persone in gamba, con le quali nel tempo è nata un'amicizia vera, persone che altrimenti non avrei avuto modo di conoscere.

Dano cosa stai ascoltando recentemente?
Il nuovo disco degli Isis, è meraviglioso. Poi in questo periodo sto anche riascoltando parecchio i Cave In..

Che mi dici invece del panorama musicale italiano? lo valuteresti morto oppure vivo e vegeto?
Guarda, da un lato sembra che finalmente anche in Italia spuntino gruppi come funghi (ed era ora!); dall'altra parte è anche vero che pubblico e spazi sono sempre meno. Detto questo chi ha qualcosa da dire tiene duro e tira avanti. Per quanto riguarda i generi un po' più sperimentali, negli ultimi anni diverse bands hanno fatto grandi cose (pensa solo a quanti dischi fichissimi sono usciti in Italia nell'ultimo anno!), sputando sangue e sudando le classiche sette camicie.. tant'è che all'estero si comincia a parlare di "New Wave Of Italian Psychedelic Music" e questo non può che farmi un immenso piacere. Anche se credo sia azzardato fare paragoni coi i gruppi degli anni 70, è il segnale che tanti sbattimenti e tanti sacrifici non sono stati fatti a vuoto. Spero proprio che un po' di gruppi riescano a togliersi delle belle soddisfazioni!

Se dovessi presentare i Last minute to Jaffna ad una persona che non li ha mai ascoltati come lo faresti? hai campo libero, io ti saluto e spero di vedervi dal vivo presto.
Questa è una domanda che odio, perchè è veramente difficile descrivere la musica con le parole, specie quando sei parte in causa.. Mi piace pensare ai LMTJ come a un gruppo che fa musica di opposti, con pieni e vuoti, con atmosfere eteree e atmosfere grevi, con muri di suono e sussurri impercettibili.
Grazie a te e Noize per lo spazio concessoci, e grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fin qua. Se quanto letto vi ha incuriosito fate un giro su lastminutetojaffna.com per vedere i prossimi concerti e tutto il resto.

$3phyroth, Noize